Commercio estero

Il vino italiano (senza dazi) limita le perdite nell’export e batte Francia e Spagna

Nel 2020 calo contenuto al 2,3%. Secondo Ismea e Unione italiana vini una performance superiore alle attese. Gli spumanti i più colpiti

di Giorgio dell'Orefice

2' di lettura

Il vino si conferma alfiere del made in Italy anche in un anno difficile come il 2020. Le esportazioni di etichette italiane infatti ha raggiunto, lo scorso anno e nonostante la pandemia mondiale, quota 6,285 miliardi con una perdita di appena il 2,3%. Molto meglio della media dell'export italiano in generale (-9,7%).

Ma soprattutto il dato 2020 nasconde un'importante miglioramento competitivo dell'Italia che non essendo gravata dai dazi Usa è potuta tornare leader mondiale nei volumi esportati (con 20,8 milioni di ettolitri spediti oltrefrontiera, -2,8%) e comunque registrare una performance molto migliore dei propri concorrenti visto che la Francia (con 8,7 miliardi di fatturato ha perso il 10,8%) mentre le spedizioni spagnole sono calate del 3,2%.

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È quanto emerge dall'elaborazione dei dati Istat sulle esportazioni effettuata da Ismea e Unione italiana vini. «Una performance – spiegano Ismea e Uiv – superiore alle previsioni e che permette all'Italia di guadagnare quote di mercato sui competitor in buona parte delle piazze di sbocco e di guardare al futuro nella consapevolezza che il sistema del vino tricolore ha tenuto».

Tra le singole tipologie a soffrire maggiormente (e dopo anni di crescita ininterrotta) gli spumanti che hanno lasciato sul terreno il 6,9% del proprio giro d'affari estero a causa soprattutto di un forte ridimensionamento dei prezzi medi a bottiglia. Tra i prodotti a marchio, i Dop hanno perso il 2,9% confermandosi il segmento più esportato con oltre 4 miliardi di euro e un trend particolarmente positivo in Germania. Ottima la performance degli Igp (+1,2%) a 1,5 miliardi di euro. Male invece i vini comuni (-5,3%)

Tra i Paesi di sbocco, l'Italia, risparmiata dai dazi, ha limitato le perdite negli Stati Uniti (-5,6%, a 1,45 miliardi di euro, con il Lambrusco a +19%) e ha addirittura registrato un progresso in Germania (1,1 miliardi +3,9%). Male il Regno Unito (714 milioni -6,4%). In terreno positivo Svizzera, Canada, Paesi Bassi e Svezia. In forte calo l'Asia con -15,5% in Giappone e meno 26,5 in Cina. Tra le regioni, il Veneto si conferma leader nell'export con 2,2 miliardi di euro (-3,3% a valore), seguito dal Piemonte (+2,6%) che allunga sulla Toscana (-3,2%). Segni positivi per Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna.


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