Provvedimenti Ue

Il vino non è nocivo: in Europa vince la linea italiana

Il voto al Parlamento europeo boccia la demonizzazione dell’alcol che intendeva colpire anche il consumo moderato e responsabile

di Giorgio dell'Orefice

(REUTERS)

2' di lettura

Sarà necessario distinguere il consumo moderato dall'abuso, saranno esclusi i warnings in etichetta (“avvisi” tipo di quelli presenti sui pacchetti di sigarette) ed è stato scongiurato il divieto di pubblicità. Quindi le sponsorizzazioni da parte di bevande alcoliche come ad esempio la birra, di manifestazioni sportive come la Champions League, potranno continuare.
Si è chiusa con un successo su tutti i fronti, in particolare per l'Italia che se ne è fatta promotrice la votazione all'Europarlamento degli emendamenti al Beca, il Beating Cancer Plan presentato dalla Commissione.

All'approvazione degli emendamenti avvenuta nella tarda serata di ieri 15 febbraio (ma il cui risultato è stato comunicato solo questa mattina), seguirà adesso la votazione da parte del Parlamento Ue dell'intero provvedimento. Ma gli emendamenti approvati non potranno essere più modificati. Una lunga suspense quindi dalla votazione di ieri sera alla comunicazione dei risultati di questa mattina.

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«La gran parte delle operazioni di voto – ha spiegato Europarlamentare italiano Herbert Dorfmann – è avvenuta in remoto. Non eravamo materialmente nell'aula e non avevamo elementi per sapere quanti deputati erano presenti alla votazione e di conseguenza quale sarebbe dovuta essere la maggioranza necessaria per fa passare gli emendamenti. Per questo il risultato è stato reso noto solo questa mattina e fortunatamente per l'Italia e per il vino italiano è stato un successo su tutti i fronti».

Molto positivi i commenti da parte del mondo produttivo e delle istituzioni italiane. «È stata riconosciuta più appropriata la linea dell'approccio moderato. Auspichiamo che ora si possa continuare a lavorare insieme per la lotta contro il cancro senza demonizzare il consumo consapevole di vino e delle altre bevande alcoliche». È il commento delle organizzazioni della filiera vitivinicola italiana – Alleanza delle Cooperative Italiane - agroalimentare, Assoenologi, Confagricoltura, Cia - Agricoltori Italiani, Copagri, Federvini, Federdoc, Unione Italiana Vini – dopo l'esito del voto in plenaria del Rapporto della Commissione speciale del Parlamento europeo per la lotta contro il cancro (Beca) sul rafforzamento delle strategie dell'Europa nel combattere la malattia.

«In particolare – fanno notare le organizzazioni della filiera vitivinicola - la relazione Beca eliminava la parola ‘nocivo' prima del ‘consumo' di alcol, termine che esisteva nella relazione della Commissione; proponeva l'inserimento in etichetta di pesanti ‘health warnings' e chiedeva il divieto di sponsorizzazione totale dell’alcol in relazione alle attività sportive. Mentre dopo l'approvazione degli emendamenti è stato reinserito il concetto di pericolosità dell'abuso di alcol e non solo del suo uso. La misura in cui il vino e le altre bevande alcoliche possono costituire un fattore di rischio dipende in modo significativo non solo dalla modalità, dalla quantità e dalla qualità del prodotto consumato, ma anche dalla predisposizione genetica e dal modello dietetico in cui vengono consumate le bevande alcoliche».

«Bene – conclude la filiera – anche che si siano evitati gli ‘health warnings' in etichetta, poiché è senz'altro più efficace e opportuno promuovere il bere responsabile piuttosto che instillare concetti di paura per dissuadere i consumatori dal consumo tout court».


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