produzione bio

Il vino sostenibile di Avignonesi verso la certificazione BCorp

Dai tappi agli imballaggi il riconoscimento verifica in ogni fase produttiva il rispetto per l’ambiente

di Silvia Pieraccini

La tenuta Avignonesi

3' di lettura

È una delle prime aziende vinicole italiane a diventare “società benefit”, grazie all’inserimento nello statuto degli obiettivi di sostenibilità (impatto positivo sull’ambiente e sulla società) accanto a quelli di profitto. Ma ora Avignonesi, nome prestigioso della denominazione Nobile di Montepulciano – 175 ettari di vigneti, 600mila bottiglie prodotte con proprie etichette e 8,8 milioni di fatturato consolidato 2019 per il 50% all’export – è già pronta a fare un passo ulteriore: diventare (anche) BCorp, acquisendo la certificazione di sostenibilità riconosciuta a livello internazionale, e già diffusa in più di 70 Paesi e 150 settori, rilasciata dall’ente no-profit BLab.

Per farlo occorre raggiungere un punteggio minimo in un questionario che misura le performance ambientali e sociali, oltre che integrare lo statuto con l’impegno alla sostenibilità verso gli stakeholder (cosa già fatta diventando appunto società benefit). «Servono almeno 80 punti su 200 totali per qualificarsi BCorp – spiega la proprietaria di Avignonesi, Virginie Saverys – e noi nel questionario abbiamo raggiunto quota 90. Ora aspettiamo l’ultimo passaggio, l'ispezione dell'ente BLab per certificare che siamo una BCorp».

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Il successo del bio

Sarà il coronamento di un percorso tutto improntato al rispetto ambientale e sociale. Virginie è una pioniera in questo campo, avendo fatto da anni battaglie per la tutela dei diritti dei lavoratori nei campi e avendo deciso tra le prime di trasformare l'azienda in biologica e biodinamica. «Ma da quando abbiamo deciso di diventare biologici il mondo è cambiato molto – spiega Virginie, che ha acquistato Avignonesi nel 2009 – all’inizio non pensavamo neppure di specificare sull’etichetta che il vino era bio, oggi nei punti vendita, soprattutto in Nord Europa, l’area dei vini biologici è separata dalle altre e sta diventando sempre più importante».

Lo stimolo a diventare Benefit Corporation è arrivato anche da Aboca, società toscana che coltiva erbe officinali e produce prodotti fitoterapici (da Avignonesi compra sottoprodotti biologici del vino per fare integratori alimentari) che è diventata società benefit nell’ottobre 2018 e BCorp nel dicembre 2019.

«Parlando con chi ha già fatto questo passo – spiega Virginie – capisci che si tratta di un lavoro in continua evoluzione: ogni anno puoi migliorare, visto che c'è un elenco di 200 comportamenti, dai rapporti con i lavoratori a quelli con la comunità, che ti spingono a domandarti se stai facendo la miglior cosa possibile. In azienda ci stiamo interrogando tutti, dall’enologo agli addetti alla ricerca e sviluppo fino all’agronomo, sul fatto che quel modo di operare sia sostenibile, dai tappi acquistati agli imballaggi utilizzati: è sempre possibile migliorare, e questo non lo posso fare da sola, ho bisogno di avere la squadra che lavora con me». Gli obiettivi sono già delineati: «Lavoreremo sulle acque reflue, anche se abbiamo già il nostro sistema di depurazione, così come abbiamo energie rinnovabili, pompe di calore, coibentazione del nuovo magazzino. E continueremo a lavorare sul calcolo dei gas effetto serra immessi nel suolo: è un movimento che comincia a farsi largo, l’agricoltura rigenerativa fa bene”.

Intanto la qualifica di “società benefit”, introdotta nell'ordinamento italiano nel 2016 e raggiunta da Avignonesi con l'assistenza dello studio legale tributario Masotti Cassella, porterà l'azienda vinicola toscana a fare una relazione annuale in cui sono descritti gli obiettivi di sostenibilità e le azioni attuate per raggiungerli. Obiettivi che la pandemia non rallenterà, anche perché sul fronte commerciale Virginie non si lamenta. «Nel 2020 il nostro export è aumentato – spiega l’imprenditrice belga – e anche negli Stati Uniti abbiamo venduto più dell’anno precedente, nonostante il nostro primo canale sia l’horeca penalizzato dalle restrizioni Covid».

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