Viralize

Il virus di video online esploso in sei anni

<span class="bold-nellocchiello"/>L’azienda tecnologica fiorentina è cresciuta in media del 162% all’anno

di Silvia Pieraccini


2' di lettura

È nata come spesso s’immagina nascano le startup tecnologiche attive sul web: tre amici di vecchia data con formazione tecnico-scientific a che, dopo varie esperienze all’estero, decidono di tornare in Italia e di avviare un’attività in proprio; un mercato (la pubblicità online) che si apre; un incubatore d’impresa (Nana Bianca) pronto ad accogliere le loro idee innovative. E una serie di finanziatori decisi a sostenere queste idee con 800mila euro.

Quello che non è scontato nella storia di Viralize, azienda di video advertising nata a Firenze nel 2013 per iniziativa di Marco Paolieri, Maurizio Sambati e Ugo Vespier, 106 anni in tre, è l’evoluzione: nella primavera scorsa il 100% del capitale è stato comprato da Vetrya, gruppo umbro di servizi digitali quotato all’Aim di Borsa italiana, per circa 14 milioni di euro (l’importo esatto sarà determinato sulla base del bilancio 2021), cioè un valore pari al fatturato 2018 di Viralize. Nel 2015 quel fatturato era di 786mila euro. Negli ultimi tre anni, dunque, l’azienda fiorentina è cresciuta a una media del 162% all’anno, diventando un caso di scuola di startup innovativa, con l’exit dopo sei anni e i fondatori rimasti a guidare il business.

Già il nome dell’azienda indica, a grandi linee, cosa fa: rendere un contenuto virale su Internet vuol dire decretare il successo (e ingrossare il portafoglio) di chi lo pubblica o di chi lo crea. Viralize è una piattaforma tecnologica che permette agli editori, grandi o piccoli (come i blogger), di veicolare sui propri siti Internet video pubblicitari; permette alle agenzie media di diffondere campagne pubblicitarie sui siti iscritti alla piattaforma; permette a tutti di mostrare e gestire contenuti video, magari facendoli precedere da uno spot.

«Siamo un intermediario tecnologico», spiega Marco Paolieri, 36 anni, amministratore delegato di Viralize. La spinta al decollo è legata alla semplicità e all’intuitività della piattaforma, ma strategico, spiega Paolieri, è stato anche il servizio alla clientela, e dunque aver costruito una squadra di figure commerciali e operative che curano le campagne pubblicitarie e il rapporto con gli editori. E fondamentale è stato anche essere apripista: «In Italia hanno sempre trovato spazio le tecnologie straniere - afferma Paolieri - mentre sono pochissime le piattaforme per i video con tecnologia italiana come la nostra, sviluppata da un team di ingegneri interni. Noi ci siamo posti proprio questa sfida: esportare la nostra tecnologia fuori dall’Italia».

Da qui la decisione di vendere l’azienda: «In questo campo, arrivati a una certa dimensione, hai due strade: o fai un round di finanziamento importante, o trovi una realtà industriale che ti supporta e ti aiuta a crescere». Vetrya è il partner con cui Viralize sta spingendo sull’internazionalizzazione: nel 2018 l’export era il 30%, quest’anno crescerà perché in giugno l’azienda fiorentina è sbarcata sul mercato spagnolo aprendo un ufficio di sei persone a Madride ha messo piede in Usa e in Inghilterra.

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