San francisco

Il volto femminile del Surrealismo

Wendi Norris ha scoperto Dorothea Tanning, Remedios Varo e Leonora Carrington nel 2001: le ha studiate, pubblicate ed esposte. Come sono cresciuti i loro valori

di Elena Giordani *


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Remedios Varo. Bordando el manto terrestre, 1961, Olio su masonite, 102,1x 123,2 x 5,1 cm, San Francisco, Galleria Wendi Norris

7' di lettura

Il Surrealismo nasce ufficialmente nel 1924 con il Primo Manifesto di André Breton, ma è solo a partire dagli anni ‘30-‘40 che le donne iniziano a inserirsi nel movimento con una partecipazione particolarmente ampia. Attraverso l'incontro realtà-sogno, nel Surrealismo sembrava possibile tentare l'emancipazione della società dalle convenzioni culturali e dai vincoli sociali del tempo. Se per gli artisti il Surrealismo ha rappresentato la possibilità di esplorare la propria immaginazione tralasciando la razionalità di cui, culturalmente, erano considerati detentori, per le donne il movimento è stata piuttosto un'opportunità per rivendicare la propria autodeterminazione. La Gallery Wendi Norris di San Francisco è la più importante galleria del mercato di Dorothea Tanning (Galesburg 1910 - New York 2012) e di altre artiste surrealiste. Wendi Norris ha scoperto Dorothea Tanning, Remedios Varo (Anglès 1908 - Città del Messico 1963) e Leonora Carrington (Lancaster 1917 - Città del Messico 2011) nel 2001 ed è stata per molti anni l'unica galleria di primo mercato al mondo a rappresentare Dorothea, sia durante la sua vita che dopo la sua morte. Tuttora è l'unica galleria a rappresentare le tre artiste surrealiste. Nell'intervista che ci ha rilasciato la gallerista espone le ragioni per le quali colleziona le donne surrealiste, quali sono i principali acquirenti e qual è il loro andamento sul mercato.

Wendi Norris

Da quanti anni la galleria rappresenta Dorothea Tanning, Leonora Carrington e Remedios Varo?
Ho iniziato a lavorare con Dorothea, insieme a Leonora Carrington e Remedios Varo, circa 18 anni fa. Gallery Wendi Norris è l'unica galleria al mondo a lavorare con tutte e tre le artiste e ad aver esposto individualmente Carrington e Varo. Circa cinque anni fa un'altra galleria di Londra, Alison Jacques Gallery , ha iniziato a lavorare con Dorothea Tanning. Prima di allora, ero l'unica a lavorare con lei.

Quali sono i mercati principali in cui vengono venduti i suoi lavori?
Principalmente in Nord America: Stati Uniti e Messico. Anche in Europa: Svizzera, Gran Bretagna, Spagna e Germania.

Vengono vendute opere delle artiste anche nelle fiere?
Si, è capitato. Ho esposto Dorothea Tanning all'Armory Show di New York due volte (nel 2009 e nel 2013, ndr) ed entrambe le volte è stato un successo di vendita. Spero di esporre in una fiera nel 2020 Remedios Varo e Leonora Carrington, ma lo saprò entro due mesi.

La galleria espone solo in fiere americane o anche in Europa?
Ho partecipato solo a Frieze a Londra, ma non ho esposto nessuna opera di Carrington, Varo e Tanning. Spero un giorno di poterlo fare.

Chi colleziona queste artiste?
Al momento vendo soprattutto a musei. Conoscevo Leonora Carrington molto bene e sento l'obbligo morale di condividere il suo lavoro con il pubblico. Al momento sto lavorando per vendere un'opera della Carrington; ho venduto alcuni suoi pezzi al MoMA di New York e al SFMOMA di San Francisco, che verranno installati nei prossimi due mesi per mostrarli al pubblico. Lo stesso vale anche per le altre artiste. Per esempio, sono in contatto ora con un importante museo per l'acquisizione di uno dei dipinti più significativi di Dorothea Tanning che ho in galleria. Alcune opere preferisco venderle solo a musei, ma lavoro anche con molti collezionisti privati un po' ovunque, in Europa, negli Stati Uniti, in Messico. In Sud America è presente una grande collezione. Alcuni posseggono delle bellissime e sofisticate collezioni, ma non hanno mai avuto opere di queste artiste surrealiste. Un'altra collezionista del Texas possiede solo opere di artiste donne. Alcuni collezionisti con cui lavoro hanno collezioni solo femminili, hanno opere di Louise Bourgeois, Yayoi Kusama e Julie Mehretu. Collezionano quindi più arte contemporanea, ma poi passano al moderno perché capiscono che una collezione non è completa senza artiste surrealiste. Si sono accorti che nella loro collezione mancano alcune delle artiste più importanti del XX secolo. Anche i musei cominciano a interessarsi, possiedono grandi collezioni ma tutte al maschile e sono fortemente criticati per questo. Quindi ora i musei cominciano a integrare le loro collezioni con più artiste o anche con più artisti di colore. È il trend del momento, ora tutto ruota attorno all'identità. Conosco anche alcuni collezionisti che hanno incentrato la loro collezione sul contemporaneo, ma ora l'arte contemporanea sta diventando veramente costosa, forse troppo. Ad un prezzo molto più contenuto puoi acquistare un'opera di Dorothea Tanning o Remedios Varo, donne che hanno un posto molto importante nella storia dell'arte.

Le donne del Surrealismo

Le donne del Surrealismo

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Durante la nostra ricerca abbiamo notato che queste donne sono spesso indicate come “mogli, amanti o muse di artisti”. Dorothea Tanning è definita dalla stampa “la moglie di Max Ernst”. Le artiste erano poco considerate nel panorama artistico dell'epoca?
Io conoscevo Dorothea molto bene. Era ancora viva quando ho iniziato a lavorare con le sue opere. Una volta mi scrisse una lettera dicendo che non voleva in nessun modo essere esposta in mostre collettive insieme ad altre artiste e che non potevo riferirmi a lei come “artista donna”. Nella mia galleria mi riferisco a lei semplicemente come “artista”. Per me sono artiste che non hanno ricevuto il giusto riconoscimento, magari per il loro genere, ma che non amano essere categorizzate in questo senso. Dorothea non voleva nemmeno definirsi “surrealista” perché il gruppo del Surrealismo non l'aveva accettata in quanto donna. Leonora e Remedios avevano la loro personale visione del Surrealismo, ne sono state sicuramente influenzate, ma avevano le loro personali poetiche.

Che tipo di opere preferiscono i collezionisti?
Principalmente i dipinti. Per quanto riguarda Dorothea Tanning, le sue “Soft Sculpture” sono tutte esposte nei musei. Di Leonora Carrington amano molto i suoi disegni: sono davvero incredibili, sono molto ricercati. I collezionisti ne sono alla costante ricerca.

Qual è il price range di queste artiste?
Per i disegni di Dorothea Tanning si va dai 20-30.000 dollari, per un buon dipinto da 2 a 3 milioni di dollari. Anche per Leonora Carringon si possono trovare grandi disegni per 20.000 dollari e i suoi dipinti arrivano fino a 3,5 milioni. Per la Varo, i disegni si aggirano intorno ai 100.000 dollari, mentre i suoi oli possono arrivare anche a 7 milioni. Le opere di queste artiste si vendono molto più in trattativa privata che in asta, infatti questi prezzi sono più alti rispetto a quelli delle aste. La maggior parte delle volte il venditore viene in galleria, prima di rivolgersi alle case d'asta. Leonora ha realizzato tra 1.500 e 2.000 opere, non si sa con precisione, naturalmente la maggiore richiesta non si traduce nel fatto che siano tutte grandi opere. Tra le artiste surrealiste la Varo è la più forte, ma il suo mercato è molto simile a quello di Frida Khalo. Remedios ha realizzato solo 350 opere e una sua opera di grande valore artistico si presenta in galleria una volta all'anno e può raggiungere il valore di diversi milioni di dollari.

Collaborate con altre gallerie?
Molte gallerie e molti musei stanno realizzando mostre collettive di artisti surrealisti e spesso si rivolgono a me per opere di Tanning, Varo e Carrington. In questi casi cerco di prestare opere che possiedo in galleria o fornire informazioni necessarie su dive sono. Sono l'unica galleria che ha fatto mostre individuali su Carrington e Varo, ma in un certo senso do il mio sostegno ai colleghi come a Alison Jacques Gallery. Quando ha venduto l'opera di Dorothea al Museo Reina Sofía di Madrid ero molto contenta per lei. Non definiamo prezzi insieme, ma semplicemente ci supportiamo a vicenda.

Perché un collezionista dovrebbe investire in un'opera di queste artiste?
Non mi piace parlare di arte come investimento. Per rispondere alla domanda: perché investire? Perché ti sei innamorato dell'opera, credi nel lavoro dell'artista. Per me è semplice: compri ciò che ami, nella misura in cui te lo puoi permettere. Io sono stata fortunata: ho comprato opere di Tanning, Carrington e Varo 18 anni fa e inizialmente non riuscivo a rivenderle, ora non riesco a tenerle perché tutti le vogliono. Ho comprato con il cuore quello che amavo e si è rivelato un ottimo investimento. Ma non le ho comprate con questo fine, all'epoca nessuno prestava attenzione ai loro lavori e, invece, è stata un'occasione per promuovere la loro arte.

Che strategie adotta la galleria per promuovere i suoi artisti?
Mi piace fare mostre tematiche, in modo da “educare” il mercato. Cerco di fare delle ricerche curatoriali oppure lavoro con accademici in modo da comprendere meglio le loro opere. Pubblico molti libri per la galleria: ne ho pubblicati due su Dorothea Tanning, tre su Leonora Carrington e uno su Remedios Varo (“Remedios Varo: Indelible Fables”). Tengo anche delle conferenze: ho organizzato tre convegni su Leonora Carrington. Espongo i miei artisti alle fiere, anche se non è la strategia che preferisco. Mi occupo dei social media, per esempio Instagram, e mantengo un buon rapporto con la stampa. La mia più recente mostra su Leonora è stata pubblicata sul New York Times, Art Forum, The New Yorker, Le Monde e Frieze.

Dopo il top lot nel 2014 ha notato un aumentato interesse nei lavori della Carrington? E dopo la sua morte?
Non penso che ci sia stato un grande effetto da quella vendita. Dopo la sua morte i suoi numeri non sono saliti.

Esistono cataloghi ragionati delle opere di Remedios Varo?

Sì, ce n'è uno ed è alla quarta edizione, è il mio principale punto di riferimento sull'artista. In copertina del mio libro c'è il dipinto che ho venduto l'anno scorso a un prezzo da record. Si chiama “Bordando el manto terrestre”, un grande esempio di arte femminista. Queste artiste erano grandi femministe, volevano vedere un mondo dove ci fosse parità di genere, non odiavano gli uomini. Erano contro il patriarcato. L’ondata di femminismo che sta smuovendo le coscienze negli ultimi anni ha riacceso l'attenzione verso di loro. Le persone prestano sempre più attenzione a ciò che le donne stanno dicendo o facendo e credo che il femminismo stia influendo molto sul mercato attuale. Leonora Carringon ha aiutato a fondare il movimento femminista in Messico e le Nazioni Unite hanno riconosciuto il lavoro che lei ha fatto per il femminismo.

* Allieva della XVI edizione del Master in Economia e Management dell'Arte e dei Beni Culturali di Milano - 24Ore Business School

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