assegnazioni e stock option

Il «work for equity» apre a consulenze e fidelizzazione

Costi ridotti per accedere a prestazioni professionali e premiare i dipendenti

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Costi ridotti per accedere a prestazioni professionali e premiare i dipendenti


2' di lettura

Interessanti benefici sono previsti anche per il lavoro nelle start up innovative. Con il work for equity (articolo 27, Dl 179/2012) è possibile, da un lato, accedere a prestazioni professionali qualificate e fruire di efficienti strumenti di fidelizzazione del capitale umano, e dall’altro, ridurre le uscite monetarie nella fase iniziale dell’attività in cui, come noto, la liquidità di solito è particolarmente limitata.

L’agevolazione prevede che l’assegnazione di strumenti finanziari o l’attribuzione del relativo esercizio di opzione (stock option) da parte della start up ad amministratori, dipendenti e collaboratori non concorre a formare il reddito ai fini fiscali e contributivi. Nel dettaglio, si tratta di azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi emessi o diritti assegnati, inclusi i piani di incentivazione che prevedono la diretta assegnazione di strumenti finanziari, attribuzione di opzioni di sottoscrizione o di acquisto di strumenti finanziari, la promessa di assegnare strumenti finanziari nel futuro.

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LA SIMULAZIONE

Assegnazione di quote per un valore di 5mila euro a un dipendente con Ral pari a 30mila euro: a confronto i costi per una Srl ordinaria e una start up innovativa con un solo dipendente

LA SIMULAZIONE

In questa ipotesi, l’esenzione è subordinata al divieto di cedere le azioni alla società emittente o a soggetti riconducibili alla medesima catena partecipativa cui appartiene la start up. In caso contrario, è previsto un recupero a tassazione del reddito originariamente escluso nel medesimo periodo d’imposta in cui è stata realizzata la cessione “vietata”. L’esclusione non contempla alcun limite, potendo essere tagliata su misura per ciascun collaboratore a seconda delle specifiche esigenze. Si tratta, quindi, di una misura particolarmente agevolativa rispetto a quanto previsto dalla disciplina ordinaria sull’assegnazione di azioni al personale dipendente della società. In quest’ultimo caso, infatti, l’assegnazione è esente ai fini fiscali e contributivi nel limite di 2.065,83 euro e solo se offerta alla generalità dei dipendenti.

Anche sulle stock option, la disciplina riservata alle start up è più conveniente rispetto a quella ordinaria. Mentre la prima permette di esentare l’intero valore attribuito a seguito dell’opzione, nella seconda la differenza tra il valore prestabilito nel diritto di opzione e il prezzo effettivamente sostenuto dal datore di lavoro concorre al reddito di lavoro dipendente ai fini fiscali ed è esente ai fini contributivi.

Un ulteriore punto a favore di questa misura è legato al fatto che il work for equity è riservato anche ai prestatori di opere e servizi rese in favore della start up. Diversamente da quanto accade per dipendenti e amministratori, per questa categoria vi sono una serie di limiti. L’agevolazione riguarda solamente l’assegnazione di azioni (e non le stock option). E il valore degli strumenti finanziari assegnati dalla start up non concorre alla formazione del reddito di lavoro autonomo, ma assume rilevanza ai fini contributivi nonché ai fini dell’applicazione dell’Iva (circolare 16/E/2014).

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