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Iliad: un miliardo e un manifesto in 10 punti per la svolta green

L'ad per l'Italia del gruppo di tlc, Benedetto Levi descrive a SustainEconomy.24 la strategia ambientale con zero emissioni al 2035 e parla dei progetti nel nostro Paese

di Alessandra Capozzi

3' di lettura

Un miliardo di investimenti in 15 anni per azzerare le emissioni dirette entro il 2035 e un manifesto in 10 punti. La svolta green di Iliad nelle parole dell'ad Italia, Benedetto Levi, che parla a SustainEconomy.24, report di Luiss Business School e Il Sole 24 Ore Radiocor, anche dei progetti nel nostro Paese, dal 5G alla conferma dello sbarco per l'estate nella rete fissa.

Nel futuro di Iliad ci sono obiettivi ambiziosi in tema di sostenibilità. Avete annunciato una strategia in 10 punti per arrivare alla decarbonizzazione. Quali sono i target e come ci riuscirete?

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«Il Gruppo Iliad ha annunciato una strategia ambientale che punta all'obiettivo di azzerare le emissioni dirette entro il 2035 e i 10 punti del manifesto che abbiamo diffuso sintetizzano l'impegno e delineano la direzione nel raggiungimento di questo obiettivo. La strategia prevede il dispiegamento di diverse attività che nel lungo termine puntano al raggiungimento di tre principali target: in particolare, abbiamo previsto dal 2021 l'azzeramento di emissioni generate da fonti dirette, possedute o controllate dall'azienda; entro il 2035 l'azzeramento di emissioni generate dalla produzione di elettricità usata dall'azienda e, nel lungo termine (entro il 2050) l'azzeramento delle emissioni generate dalla catena di produzione e quindi non direttamente controllata dall'azienda».

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Ci parla degli investimenti che avete pianificato?

«Abbiamo pianificato di investire 1 miliardo nei prossimi 15 anni, puntando ad un percorso di progressiva conversione in cui da una parte prevediamo di migliorare sia l'efficienza energetica delle nostre reti che le performance delle nostre attività (produzioni di device, strategia di vendita, flotte aziendali), e dall'altra di contribuire attivamente allo sviluppo di energie rinnovabili più efficienti, investendo ad esempio in progetti dedicati ai depositi di carbonio naturali come foreste e oceani».

Come si concilia un percorso di sostenibilità con il mondo delle tlc? E quanto è cambiato con la pandemia?

«Il gruppo Iliad è consapevole del ruolo di primo piano che le telco svolgeranno nell'abilitare una transizione ecologica in moltissimi settori. Abbiamo il dovere di portare avanti questo cambiamento in primis al nostro interno, per poi poterlo diffondere in altre realtà. La pandemia ha reso evidente a milioni di persone quanto siano essenziali i collegamenti ogni giorno e ha ovviamente aumentato l'utilizzo delle reti mobili per telefonate e video-chiamate, oltre che comportato un aumento nella richiesta di connessione perché tantissime attività che eravamo abituati a svolgere altrove, come lavorare o studiare, si sono trasferite nelle nostre case».

Il vostro sbarco in Italia ha dato una scossa al settore. A che punto siamo, quali sono i vostri numeri?

«Iliad è arrivata in Italia meno di 3 anni fa e ha portato con sé un incredibile cambiamento per tutto il settore della telefonia mobile: ci siamo fatti portatori di una proposta chiara, in cui la confusione e l'opacità tipiche del settore hanno lasciato il posto alla semplicità e alla trasparenza. In meno di 3 anni abbiamo conquistato circa 7 milioni di utenti e stiamo sviluppando un'infrastruttura di rete mobile a velocità massima in tutta Italia che ci ha permesso di raggiungere con due mesi di anticipo l'obiettivo dei 5.000 siti attivi che ci eravamo fissati per fine 2020».

E cosa avete in serbo per il futuro nel mercato del nostro Paese? Rete fissa, 5G, fibra?

«Stiamo lavorando per implementare la nostra infrastruttura di rete, appunto, che nasce già a prova di futuro e quindi predisposta per il 5G: abbiamo partecipato all'asta per l'acquisto delle frequenze e i nostri utenti hanno già a disposizione un'offerta con 5G incluso. Ma in questi primi anni abbiamo ricevuto anche tantissime comunicazioni dai nostri stessi utenti, che ci chiedono di entrare nel mercato della telefonia fissa. Abbiamo, quindi, anticipato i tempi sulla nostra tabella di marcia e formalizzato un accordo con Open Fiber per entrare entro l'estate anche nel segmento della rete fissa. Sono davvero tante le cose che bollono in pentola».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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