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Iliad, via allo spegnimento di parte delle frequenze durante le ore notturne

La telco stima un -10% di consumi per ogni sito con le frequenze in stand by

di Andrea Biondi

Basso (WindTre): telco energivore, supporto per investire in 5G

2' di lettura

Un piano con azioni e impegni per ridurre il peso energetico dell’azienda e contribuire alla messa in sicurezza degli approvvigionamenti. E in questo piano messo a punto da Iliad è previsto anche lo spegnimento notturno di alcune frequenze. Nessun problema per gli utenti. Si tratterà solo di un’ottimizzazione possibile grazie a un’azione mirata, frutto di un lavoro già sperimentato in Francia e che, da oggi, la compagnia telefonica che fa capo a livello global a Xavier Niel tradurrà in pratica anche in Italia.

L’esperienza francese

Forte insomma dell’esperienza Oltralpe, la telco va ad annunciare varie iniziative per rispondere alle esigenze di un momento reso estremamente delicato dalla crisi energetica legata alla guerra in Ucraina, con l’interruzione delle forniture di gas da parte della Russia.

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Un punto particolarmente innovativo sta certamente nel night switch-off di alcune frequenze. Durante gli orari notturni, quando il traffico telefonico diminuisce, le antenne metteranno in stand-by una parte delle frequenze. Il traffico di rete però, ha assicurato a suo tempo in Francia e lo farà evidentemente anche nella Penisola la compagnia guidata in Italia da Benedetto Levi, sarà monitorato costantemente e, se il traffico all’improvviso dovesse aumentare, le antenne di pari passo riprenderebbero a usare tutte le frequenze.ù

Frequenze in stand by

Non si spengono le antenne, quindi, ma viene messa in stand-by una parte di frequenze quando il traffico è minore. Con questa iniziativa la stima della telco è di ridurre il consumo energetico diretto di ciascun sito radio coinvolto fino a quasi il 10 per cento. Si inizierà con una parte di rete con l’obiettivo di arrivare a tutte le circa 10mila antenne attive dell’operatore, in Italia dal 2018.

C’è anche altro comunque nel piano di Iliad. Ad esempio sarà ridotto il tempo di accensione dell’illuminazione esterna e interna dei punti vendita al di fuori degli orari di apertura. In più le Simbox negli stores Iliad (per semplificare: i totem che gestiscono le sim dei clienti presenti e futuri) saranno programmate per rimanere inattive durante la notte. In questo modo la stima di Iliad è di ridurre il consumo di oltre il 40 per cento.

Un settore energivoro

Il che vuol dire ridurre le necessità di approvvigionamento per una telco che, come i competitor, opera in un settore energivoro, anche se non incasellato dalle normative attuali come tale. E che teme molto la possibiltà di essere interessato dai razionamenti come testimonia l’allarme lanciato da Asstel sui danni che tutto questo potrebbe portare all’infrastruttura.

E sarebbe una beffa, ha reso chiaro l’associazione in una lettera inviata nelle scorse settimane al Governo Draghi, visti gli «investimenti messi in campo dagli operatori delle comunicazioni elettroniche per l’efficienza energetica» attestati a «circa 230 milioni di euro nel 2021 con una previsione di crescita a doppia cifra per gli anni a venire». Con questi investimenti «il 33% delle imprese ha visto migliorare le proprie prestazioni energetiche di oltre il 20% dal 2019 ad oggi, ed un ulteriore 50% delle imprese ha dichiarato miglioramenti compresi tra il 5 ed il 10%».

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