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Illimity, l’utile sale del 25%. Mediobanca meglio delle attese. Corre Brembo

Corrono i ricavi di Sol. Maire Tecnimont verso la sospensione di tutte le attività operative in Russia entro il primo semestre, i ricavi crescono del 16,4%

di Redazione Finanza

Mai dire Sell

7' di lettura

Illimity Bank ha chiuso il primo trimestre con un utile netto in rialzo del 25% anno su anno a 15,7 milioni di euro, in linea con la traiettoria di crescita delineata nel piano strategico. Il gruppo fondato da Corrado Passera, parallelamente ai conti, ha anche annunciato di avere raggiunto un accordo per acquisire Aurora Recovery Capital (Arec), società specializzata nella gestione di crediti Unlikely to Pay (Utp) con focus sul segmento corporate real estate. La realtà che deriverà dall'integrazione potrà contare su oltre 9 miliardi di euro di crediti in gestione, di cui oltre 3 miliardi relativi a crediti Utp Corporate. illimity acquisirà il 100% del capitale sociale di una società di nuova costituzione (NewCo) nella quale sarà stato preventivamente conferito l'intero perimetro di business di Arec, valutato 40 milioni di euro come enterprise value. Il perfezionamento dell’acquisizione è atteso entro il 2022.

Per quanto riguarda i conti del primo trimestre di illimity, i ricavi si sono attestati a 78,5 milioni (+41% anno su anno, +1% rispetto ai tre mesi precedenti). In particolare, la divisione Distressed Credit si conferma il principale contributore, generando il 69% del totale ricavi realizzati nel trimestre, mentre la divisione Growth Credit registra una crescita dei ricavi di oltre il 50%, portando il proprio contributo ai ricavi consolidati a circa il 19%. Inoltre, è stato il migliore primo trimestre di sempre in termini di nuovi volumi di business, con oltre 330 milioni di euro di crediti e investimenti originati nel primo trimestre.

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Corrono i ricavi di Sol

Anche il cda di Sol, gruppo attivo nei settori dei gas tecnici e medicinali e nell'assistenza medicale a domicilio, ha approvato i conti del primo trimestre, che vedono ricavi a 322,3 milioni di euro, in progresso del 21,1% rispetto al primo trimestre 2021 (+18,9% a pari perimetro). Il risultato positivo è da ascriversi sia all'andamento delle vendite all'estero, pari a 184,7 milioni di euro (+21,3%), che a quelle realizzate in Italia, pari a 137,6 milioni di euro (+20,9%). «Compatibilmente con l'evoluzione della guerra tra Russia e Ucraina, con l'andamento dei costi energetici e dell'inflazione – sottolinea il presidente, Aldo Fumagalli Romario – iI Gruppo Sol continuerà, anche nel corso del 2022, a perseguire l'obbiettivo del costante sviluppo attraverso gli investimenti produttivi e distributivi, a considerare eventuali opportunità di acquisizioni e a sviluppare costantemente progetti innovativi e di diversificazione, con l'obiettivo di realizzare comunque una crescita delle vendite e di mantenere la redditività sui livelli storici del Gruppo».

Per Maire Tecnimont variabile russa

La variabile russa è anche al centro delle scelte strategiche di Maire Tecnimont, che prevede di arrivare a una sospensione di tutte le attività operative sul territorio già entro il primo semestre «qualora non intervengano miglioramenti sostanziali alla situazione esistente». Secondo l’analisi della società «gli effetti indotti dalle sanzioni introdotte a seguito della crisi Russia-Ucraina, come già rappresentato a partire dalla fine del mese di febbraio, hanno iniziato ad esprimere un rallentamento delle attività operative sui progetti in corso di esecuzione nella Federazione Russa. Nel contempo, le attività commerciali finalizzate al perseguimento di nuovi contratti nella Federazione Russa sono state sospese». Alla data del 30 aprile, precisa una nota di Maire , «il portafoglio ordini relativo ai progetti in corso di completamento nella Federazione Russa ammonta a circa 1,1 miliardi di euro, pari a circa il 12% del portafoglio complessivo, con un previsto sviluppo temporale, in condizioni di normale operatività e quindi prima delle sanzioni, nel periodo 2022-2024».Allo stato, proseguono i vertici, «non risulta prefigurabile la continuazione delle attività su tali progetti oltre il primo semestre dell’esercizio in corso e, conseguentemente, le risorse operative coinvolte sono progressivamente reindirizzate sugli altri numerosi progetti in portafoglio dai quali è attesa una maggiore produzione nei prossimi mesi rispetto a quanto originariamente pianificato. La situazione patrimoniale relativa ai progetti nella Federazione Russa continua ad esprimere un sostanziale equilibrio e non si prevede intervengano modifiche sostanziali a tale situazione anche nel momento in cui i progetti saranno integralmente sospesi». Nei primi tre mesi i conti del gruppo evidenziano un portafoglio ordini di 9,3 miliardi, di cui circa il 78% in gas monetization ed energy transition, La pipeline commerciale si attesta a 51,9 miliardi, di cui 7,1miliardi relativi alla business unit green energy. Nella prima frazione dell’anno i ricavi sono cresciuti del 16,4% a 728,4 milioni, l’ebitda è stato di 43,7 milioni (+15,5%), l’utile netto di gruppo di 18,4 milioni (+1,5%), l’utile netto consolidato di 17,9 milioni. Le disponibilità nette adjusted a 22 milioni sono in miglioramento di 13,1 milioni grazie ad una generazione di cassa di 32,8 milioni.

Mediobanca fa meglio delle attese

Mediobanca ha chiuso i primi nove mesi dell’esercizio 2021-2022 con un utile netto di 716 milioni, in crescita del 19% rispetto a un anno prima e a fronte dei 696 milioni stimati dal consensus di mercato fornito dalla società. Nel solo terzo trimestre chiuso a marzo l’utile è stato di 190,1 milioni (-1,6%), anche in questo caso superiore ai 170 milioni del consensus. Tornando ai nove mesi, il margine di intermediazione è cresciuto del 9,3% a 2,15 miliardi, con margine di interesse a 1,1 miliardi (+3,2%) e commissioni a 645,1 milioni (+12,9%). I costi di struttura sono aumentati del 5,8% a 957,7 milioni per un rapporto cost/income sceso al 45%. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 è stabile al 15,3%. Piazzetta Cuccia conferma la politica di remunerazione degli azionisti, con un payout cash pari al 70% degli utili. L’istituto ha inoltre in corso un buyback sul 3% del capitale, nel corso del quale sono già stati acquistati titoli pari al 2% del capitale. Complessivamente, nota l’istituto, il payout complessivo è quindi pari a circa il 100%.

Terna: ricavi in crescita, ebitda +3% e investimenti +21%

Il cda di Terna ha approvato i risultati dei primi tre mesi dell'anno, “caratterizzati dai tragici eventi in Ucraina e da un contesto in continua evoluzione” in cui ha “impresso una ulteriore accelerazione agli investimenti, a beneficio del sistema elettrico e della sicurezza del Paese”. Terna ha realizzato investimenti per 293,3 milioni di euro, con un incremento del 21,4% rispetto al primo trimestre del 2021. I ricavi del primo trimestre del 2022, pari a 644,4 milioni, registrano un aumento di 28,7 milioni di euro (+4,7%) rispetto al corrispondente periodo del 2021. Tale risultato è dovuto principalmente alla crescita dei ricavi delle Attività Regolate, grazie all'incremento della base asset regolata (RAB) e agli incentivi output based, unita all'apporto delle Attività Non Regolate. L’ebitda è cresciuto del 2,9% a 461,34 milioni e l’utile netto di gruppo è pari a 191,8 milioni(+0,7%). La situazione patrimoniale consolidata registra un patrimonio netto di Gruppo pari a 5.980,8 milion, a fronte dei 4.681,9 milioni al 31 dicembre 2021. L’indebitamento finanziario netto si attesta a 8.683,1 milioni, rispetto ai 10.002,5 milioni di euro di fine 2021 (-1.319,4 milioni). L’incremento del patrimonio netto di Gruppo e il contestuale decremento dell'indebitamento finanziario netto sono principalmente determinati dall'emissione ibrida green per un importo di 1 miliardo di euro, effettuata a febbraio, contabilizzata come strumento di equity, precisa la nota.

Brembo resiliente, fatturato e margini in crescita sul 2021

Brembo ha chiuso il primo trimestre 2022 con un utile netto di 71,7 milioni di euro, in crescita del 16,8% rispetto allo stesso periodo del 2021. I ricavi sono saliti del 27% a 857,6 milioni di euro, con l’Ebitda a 150,8 milioni (+11,2) e l’Ebit a 92,9 milioni (+11%). Rispetto a un anno fa, il perimetro di consolidamento è variato a seguito dell'acquisizione del gruppo spagnolo J.Juan con effetto dal primo novembre 2021; a parità di perimetro l'incremento dei ricavi sarebbe del 23% e a parità di cambi e di perimetro di consolidamento i ricavi segnano un incremento del 18,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2022 si attesta a 456,5 milioni di euro, in aumento di 17,6 milioni rispetto al 31 marzo 2021. Senza gli effetti dell'IFRS16 l'indebitamento finanziario netto sarebbe pari a 229,2 milioni, invariato rispetto al 31 marzo 2021. «Brembo comincia il nuovo anno con risultati positivi. I dati del primo trimestre 2022, approvati oggi dal consiglio di amministrazione, mostrano fatturato e margini in crescita rispetto allo stesso periodo del 2021. È un risultato che ci dà soddisfazione, soprattutto considerando il complesso scenario globale in cui operiamo, colpito dalle conseguenze del conflitto in Ucraina e dalle pressioni dell'inflazione delle materie prime sulle catene di fornitura», ha commentato il presidente di Brembo, Matteo Tiraboschi. «La gestione dei primi tre mesi dell'anno vede una crescita di tutti i segmenti di business ed evidenzia come la nostra solida presenza produttiva nei principali distretti automotive del mondo ci abbia protetti di fronte al rallentamento di alcuni mercati. Abbiamo da tempo colto i segnali di trasformazione del nostro settore e proseguiamo nel percorso strategico che ci vede impegnati nello sviluppo di soluzioni innovative per la mobilità del futuro», ha aggiunto.
Per quanto riguarda l’intero 2022, la società indica che «in uno scenario caratterizzato dal perdurare delle tensioni geopolitiche e delle complessità sul fronte delle forniture, cosi come dalla recrudescenza della pandemia da Covid-19 in alcune aree geografiche, la formulazione di previsioni resta difficile» e, «in questo contesto, Brembo continuerà a conseguire risultati superiori al mercato di riferimento, rimanendo focalizzata sui propri fondamentali e confermandola strategia da tempo intrapresa, orientata a fornire soluzioni tecnologicamente all'avanguardia».

Sit, l’utile cresce del 59,8%

Ricavi consolidati pari a 93,8 milioni di euro, +1,2% rispetto a un anno, fa, nel primo trimestre dell’anno per Sit spa. L’utile netto consolidato è stato pari a 12,4 milioni, pari al 13,2% dei ricavi, +59,8% rispetto al primo trimestre 2021; la posizione finanziaria netta è di 124,8 milioni (110,6 nel primo trimestre 2021). Le vendite nella divisione Heating ammontano a 76,1 milioni (+7,9%), quelle nella divisione Metering a 16,5 milioni (-22,2%). L’Ebitda consolidato è pari a 14,7 milioni, pari al 15,6% dei ricavi, contro i 15,1 del primo trimestre 2021.



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