AUTOMOTIVE

Ilma al record con maxi-commessa Ford

di Luca Orlando

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2' di lettura

Maserati e Lamborghini. Ma anche Volkswagen e Bmw o ancora Ford e Toyota. Tra clienti diretti e indiretti sono numerosi i colossi dell’automotive globale che fanno shopping a Varese, comprando stampi o componenti da Ilma Plastica, che proprio grazie alle nuove commesse raggiunge i nuovi record di fatturato.

Storia unica quella dell’azienda, nata nel 1938 per produrre bocchini per pipe, produzione abbandonata davanti al calo della domanda per concentrarsi su due filoni paralleli: la costruzione di stampi e la produzione diretta di componenti in plastica.

Oggi i clienti principali dell’azienda, che ha 192 addetti, sono nel settore automotive. E proprio una di queste commesse, la richiesta di 20 stampi da parte di Ford per il modello Focus, spinge Ilma al nuovo record di fatturato, a quota 34 milioni di euro, il 20% in più rispetto all’anno precedente.

«Il portafoglio ordini è decisamente buono -spiega Alessandra Caraffini, responsabile delle risorse umane, quarta generazione imprenditoriale - e al momento stiamo accettando commesse per la settimana 46, cioè metà novembre».

Tra presse, centri di lavoro e macchine utensili in generale, la dotazione di Ilma è particolarmente ampia, con 36 impianti installati, oggetto di un piano di sostituzione e aggiornamento continuo.

«Quest’anno approfitteremo senz’altro dell’iperammortamento acquistando macchine per almeno un paio di milioni di euro - spiega l’imprenditrice - ma in realtà per noi ogni anno l’impegno in nuovi impianti è ingente; direi che è quasi “tassativo” investire almeno 1,5 milioni. Del resto, a prescindere dalle logiche 4.0, per restare competitivi in questo settore l’unica strada è la tecnologia: dai nostri clienti, che ci sottopongono costantemente ad audit e controlli, arriva una forte spinta all’innovazione».

I mercati di sbocco di Ilma riguardano da un lato i costruttori che acquistano direttamente gli stampi, dall’altro componentisti che assorbono la produzione di parti in plastica come griglie, porta-occhiali, in generale piccoli particolari da installare sulle vetture. Spesso si tratta di commesse pluriennali, come è il caso del lunotto della Smart, con durata prevista di 7 anni, oppure del tetto panoramico della Discovery (Land Rover)

«Le logiche di Industria 4.0 - spiega - sono certamente interessanti ma va detto che nel nostro caso erano state adottate da tempo. Del resto, l’unico modo per ridurre il costo orario in produzione è quello di avere macchine performanti, efficienti e sulla frontiera della tecnologia. la digitalizzazione per noi non è affatto una novità».

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