siderurgia

Ilva, accordo su formazione e bonifiche

di Domenico Palmiotti


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(AFP)

3' di lettura

Ilva in amministrazione straordinaria mette in cantiere i progetti della bonifica del siderurgico che riguardano la gestione dei commissari. Non tutti i lavoratori in cassa integrazione straordinaria a zero ore – in quanto non selezionati da Arcelor Mittal Italia per l’assunzione – potranno trovare ricollocazione nella bonifica, ma questo bacino di manodopera si è già scremato.
Infatti, dopo gli 8.200 selezionati da Arcelor Mittal, a Taranto erano rimasti con l’amministrazione straordinaria, in cassa, circa 2.600 unità. Oggi il numero è sceso a 1.900-2.000 perché circa 600 lavoratori, nel frattempo, hanno chiuso il rapporto di lavoro con Ilva accettando l’esodo volontario incentivato che prevede un bonus di 100mila euro lordi (77mila circa netti) e due anni di accesso alla Naspi, l’indennità di disoccupazione, oltre al normale Tfr.

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Claudio Picucci, responsabile risorse umane per Ilva in amministrazione straordinaria, ha annunciato ai sindacati che tutti coloro che sono in cassa integrazione saranno riqualificati professionalmente in vista della bonifica. A tal fine, si useranno le risorse di Fondimpresa e sarà coinvolta la Regione Puglia, alla quale i sindacati si sono rivolti qualche giorno fa chiedendo l'avvio dei corsi. Questo sia per riqualificare la manodopera che per dare, con l'indennità dei corsi, un supporto economico alla cassa integrazione.

Il siderurgico di Taranto, è stato illustrato, vedrà tre interventi di bonifica: uno relativo ad Arcelor Mittal, regolato dal piano ambientale, per un totale investimenti di 1,150 miliardi di euro; un secondo sempre relativo ad Arcelor Mittal ma con 300 milioni derivanti dalla transazione fatta dai commissari Gnudi, Carrubba e Laghi con la famiglia Riva, precedente proprietaria dell'acciaieria; un terzo, infine, di competenza solo dei commissari con le risorse arrivate dai Riva. Per quest’ultimo segmento si sta vagliando se affidare il tutto ad un general contractor oppure ricorrere a più soggetti. La gestione commissariale si occuperà di tutto ciò che non rientra nel perimetro produttivo, delegato invece alla multinazionale. Nello specifico, lavori di messa sicurezza permanente, gestione rifiuti, caratterizzazione e analisi del suolo e sottosuolo. Le discariche del siderurgico, per esempio, dovranno essere messe a norma dai commissari. E tra queste rientra l'area della gravina Leucaspide, esterna alla fabbrica, giorni fa sequestrata dalla Magistratura perchè esiste un grave rischio ambientale. Trovati infatti, su 530mila metri quadrati, 5 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi e non. Sulla bonifica del sito Leucaspide, la gestione commissariale ha già predisposto un primo piano ma Arpa Puglia ha sollecitato misure più efficaci per la messa in sicurezza e la bonifica.

Per gli interventi, i commissari hanno a disposizione circa un miliardo e 100 milioni di euro rinvenienti dalla transazione con i Riva di maggio 2017. L’Ilva ha emesso, per lo stesso controvalore, delle obbligazioni sottoscritte dal Fondo Unico Giustizia e queste risorse hanno costituito il cosiddetto “Patrimonio Destinato”. Dal 13 giugno 2017 (data di costituzione del “Patrimonio Destinato”), l'amministrazione straordinaria ha pagato 100 milioni di euro di cui 81 a gennaio scorso. Tra i principali interventi di Arcelor Mittal, c’è invece la copertura dei due grandi parchi materie prime (minerali e fossile) per evitare la diffusione delle polveri verso la città nelle giornate di vento. Un primo lotto del parco minerali, quello più attiguo al rione Tamburi, sarà pronto entro fine anno.

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