SIDERURGIA

Ilva, firmato accordo per il rientro di 1,3 miliardi di Adriano Riva dalla Svizzera

di Matteo Meneghello

2' di lettura

Adriano Riva ha firmato la transazione per il rientro dalla Svizzera in Italia di 1,1 miliardi, somma destinata all’ambientalizzazione dell’Ilva di Taranto (ai quali si aggiungono altri 230 milioni messi a disposizione dalla famiglia Riva). La firma alle carte che sbloccano la somma è stata posta questa mattina in una studio legale di Milano in vista del patteggiamento a due anni e mezzo di carcere che dovrebbe essere ratificato oggi pomeriggio dal gup Chiara Valori. Lo scorso 12 maggio la Corte del Jersey aveva sbloccato i fondi, che erano stati messi sotto sequestro in Svizzera nel corso dell’inchiesta della procura di Milano. La firma di fatto dà' esecuzione agli accordi preliminari siglati nel dicembre scorso tra la famiglia Riva, le società del gruppo Riva e il gruppo Ilva in amministrazione straordinaria. L’intesa era finalizzata a mettere a disposizione dell’acciaieria di Taranto «somme e titoli per un controvalore di circa 1,1 miliardi di euro», bloccati in Svizzera, ai quali la famiglia aveva aggiunto un ulteriore importo di 230 milioni di euro, destinati a sostenere la gestione corrente di Ilva. Passo propedeutico al rientro in Italia dei fondi, tuttavia, era la pronuncia della Reale Corte del Jersey (isola del Canale), che doveva sbloccarli, in quanto i fondi formalmente risultano nella disponibilità di Ubs Trustee di Saint Helier, capitale dell’isola di Jersey, che amministra i quattro trust proprietari dei beni, riconducibili alla famiglia Riva.

Con la firma per il rientro dei fondi in Italia non dovrebbero più consistere ostacoli al patteggiamento. Adriano Riva risulta indagato per bancarotta, truffa ai danni dello Stato e trasferimento fraudolento di valori.

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Nei prossimi giorni, secondo fonti vicine alla procedura, si procederà all’aggiudicazione definitiva degli asset del gruppo in amministrazione straordinaria.

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