incontro a palazzo chigi

Ilva, governo a sindacati: esuberi scesi a 4.200

(ANSA)

3' di lettura

La cordata Am Investco Italy (Arcelor Mittal-Marcegaglia) è pronta a prendere 10mila lavoratori riducendo così da 5.500 a 4.200 gli esuberi previsti nel piano industriale presentato per la nuova Ilva. Lo hanno detto i rappresentanti del governo ai sindacati secondo quanto riferito dal numero uno della Uilm, Rocco Palombella. I sindacati chiedono però l'impegno del governo affinchè non ci sia nessun licenziamento.

«Noi pensiamo di aver fatto molto in questo lavoro e ho visto un lavoro importante. Ora abbiamo un percorso su cui il governo mette tutto il proprio peso in termini di garanzie occupazionali, di salute e di ambiente e per ciò ritiene utile il confronto con voi, con gli aggiudicatari e con i commissari». Così, a quanto si apprende, il premier Paolo Gentiloni si è rivolto ai sindacati nell'incontro, in corso a Palazzo Chigi, con i sindacati su Ilva. All'incontro hanno partecipato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, i segretari generali di Fiom, Fim e Uilm, Maurizio Landini, Marco Bentivogli e Rocco Palombella e il segretario nazionale Ugl, Antonio Spera.

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I tagli annunciati
Con i numeri finali prospettati finora da Am Investco Italy, nel 2024, col piano a regime, l’Ilva avrà 8.480 addetti di gruppo mentre oggi ne ha 14.200 di cui poco meno di 11mila a Taranto. Pur considerando pensionamenti, esodi agevolati (se ne vogliono fare 200 a Taranto entro fine ottobre) e altre misure di alleggerimento, la riduzione occupazionale non si prospetta certo lieve. Anche perchè accanto ad una cura dimagrante dell’Ilva, non si esclude quella dell’indotto, già in difficoltà da mesi.

Landini: nessun licenziamento condizione per accordo
Per la Fiom la condizione per fare un accordo sull'Ilva è che «non ci sia nessun licenziamento» ha detto il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini
uscendo da palazzo Chigi dopo l'incontro con il Governo. «Abbiamo posto il problema dell'assetto proprietario - ha detto a proposito dell'aggiudicazione dell'acquisto da parte della cordata Am Investco - oltre Arcelor Mittal ci deve essere una presenza diversa, di garanzia. Va mantenuta l'occupazione in
tutti gli stabilimenti e va salvaguardata quella dell'indotto. Per noi questa è la condizione per fare l'accordo»

Fim: Governo disponibile a modifiche legge Marzano
Il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli uscendo da palazzo Chigi dopo l’incontro con il Governo sulla vertenza Ilva ha riferito della disponibilità da parte del Governo di modificare la legge Marzano (quella sulla ristrutturazione delle aziende industriali): qualora l’acquirente si dimostri inadempiente dal punto di vista degli investimenti si potrà riprendere la proprietà da parte dell'amministrazione straordinaria.

Le rassicurazioni del governo
«Nessun lavoratore verrà licenziato, perché ne verranno presi 10mila prima dell’accordo sindacale che potrà far crescere questo numero» ha rassicurato ieri il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, parlando a margine dell'assemblea di Confcommercio. Gli «altri rimarranno in carico all'amministrazione straordinaria. Anche per fare tutte le opere di bonifica su cui abbiamo un miliardo che deriva dalla transizione con i Riva». Inoltre, ha sottolineato, «per quanto riguarda l’investimento della cordata Mittal Marcegaglia prevede 2,4 miliardi di investimenti su Taranto, un rilancio molto significativo di 1,1 miliardi di investimenti ambientali. Tanti soldi per rilanciare un asset fondamentale per il paese dopo credo cinque, sei anni di una crisi che sembrava irreversibile».

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