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Ilva, il nodo esuberi preoccupa i sindacati

di Giorgio Pogliotti

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2' di lettura

L’incontro al Mise non è servito ad attenuare le preoccupazioni dei sindacati per i 5-6mila esuberi previsti nelle offerte per l’acquisto dell’Ilva, presentate da AmInvestco Italy (ArcelorMittal, Marcegaglia e Intesa Sanpaolo) e AcciaItalia (Jindal, CdP, Arvedi e Delfin) . La riunione è stata convocata al Mise per illustrare le caratteristiche dell’offerta di AmInvestco, sulla quale hanno espresso preferenza i tre commissari Ilva Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi, ma è servita anche ad approfondire gli scenari occupazionali delle due proposte:i sindacati torneranno giovedì al Mise. Il ministro Carlo Calenda sta studiando il dossier e l’aggiudicazione della gara è attesa ai primi di giugno (anche se non c’è un termine perentorio).

AminivestCo: riportare la produzione a 8milioni al 2024
Oggi la produzione è a 5,7 milioni tonnellate, l’obiettivo della cordata con capofila ArcelorMittal è riportarla entro il 2024 a 8 milioni di tonnellate con il mantenimento del ciclo produttivo in atto, sostenendo la produzione anche con l’utilizzo di semilavorati a Genova e Taranto. La ripresa produttiva, secondo il piano, sarà sostenuta con il ripristino dell’area a caldo di Taranto, delle cokerie e dell’agglomerato e degli altiforni 1, 2, 4 fino al completamento del piano ambientale e la successiva riattivazione dell’altoforno 5.

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Oltre 2,3 miliardi di investimenti
Gli investimenti previsti da AmInvestco sia sul fronte tecnico che ambientale sono pari a oltre 1,2 miliardi di euro (sul fronte tecnico) e oltre 1,1 miliardi (sull’ambiente) per un totale superiore a 2,3 miliardi. Previsti investimenti anche sulle aree produttive di Taranto, Genova e Novi; tra gli interventi più rilevati sul piano ambientale c’è la copertura dei parchi minerari (301 milioni) e interventi sul piano acque (179 milioni).

Costo medio annuo del personale tra 43mila e 52mila euro
Nel confronto tra i due piani emerge un costo medio annuo per addetto, secondo le elaborazioni sindacali, che per AmInvestco è di 52 mila euro , mentre per AcciaiItalia è di 43mila euro. Prevedono nel 2018 un impegno, rispettivamente, di 9.407 lavoratori e 7.812 con una proiezione al 2024 di 8.480 lavoratori per AmInvestco (che, però, con un costo medio complessivo stabile è disponibile ad aumentare il personale al 2024) e di 10.812 per AcciaItalia. Gli esuberi a partire dal 2018 sono 4.800 per l’offerta che ha come capofila ArcelorMittal e 6.400 per quella di Jindal, rispetto ai 14.200 dipendenti complessivi attuali.

I sindacati: sono inaccettabili i tagli occupazionali
Preoccupati i sindacati che torneranno giovedì al Mise per un ulteriore approfondimento, prima che il governo decida a chi aggiudicare la gara. Di incontro «deludente» parla la Fiom-Cgil, che giudica «inaccettabile la previsione, per entrambi i piani, di una riduzione dell'occupazione di circa 5-6mila lavoratori».

La Fim-Cisl evidenzia anche la situazione degli 850 occupati sui tubifici per i quali nei due piani non è previsto nulla, e per voce del leader Marco Bentivogli sottolinea che «la trattativa sindacale ci sarà e sarà vincolante, ma si farà dopo l'aggiudicazione e avrà come oggetto il piano industriale vincente». Rocco Palombella (Uilm) ricorda che «Taranto è un impianto che se non riesce a produrre 8 milioni di tonnellate l’anno va in default perché non riesce a coprire i costi».

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