IL CASO TARANTO

Ilva, oggi lo sciopero contro i tagli dei dipendenti

di Domenico Palmiotti

(ANSA)

2' di lettura

Quattro ore di sciopero oggi all’Ilva di Taranto, le ultime finali del primo turno di lavoro, per contrastare gli esuberi annunciati dalla cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia col piano di acquisizione dell’azienda. La protesta riguarda sia il personale diretto sia quello delle imprese terze. È la prima azione di protesta, alla quale potrebbero seguirne delle altre a breve se il quadro non cambierà.

Am Investco Italy, che è la cordata proposta dai commissari Ilva per l’acquisizione dell’Ilva, ha infatti proposto 9,5 milioni di tonnellate entro il 2024, di cui 8 prodotti direttamente a Taranto, e un organico che, a fronte degli attuali 14.200 di tutta l’Ilva, affronta il 2018 con 9.407 unità per poi assestarsi a regime a 8.480. I sindacati calcolano 4.800 esuberi a partire dall’anno prossimo. Non meno impattante per l’occupazione anche la proposta di AcciaItalia, che mette insieme Jindal, Cdp, Arvedi e Del Vecchio.

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«Ambiente, salute e lavoro sono imprescindibili per il rilancio di Ilva e della provincia ionica già fortemente in crisi», dicono Fim, Fiom, Uilm e Usb in una nota congiunta. I sindacati, inoltre, «respingono con forza i numeri degli esuberi presentati da entrambe le cordate nei loro piani che risultano così non negoziabili» e «si dichiarano indisponibili a negoziare sui piani industriali presentati. I piani - affermano - vanno riscritti garantendo salute, ambiente occupazione e salari».

Intanto domani si torna al Mise per discutere con il ministro Carlo Calenda l’insieme delle garanzie, tra ammortizzatori sociali, risorse e altri strumenti, che deve accompagnare la ristrutturazione dell’Ilva. «Poi - commenta Antonio Talò, segretario Uilm Taranto -, una volta chiarito il quadro delle garanzie generali, possiamo cominciare a discutere con la cordata Arcelor Mittal- Marcegaglia dello specifico e dei numeri del riassetto». Secondo Talò, «punto importante è che l’aggiudicazione dell’Ilva viene sospesa sin quando il quadro non sarà chiaro e non ci sarà l’accordo col sindacato sull’insieme delle questioni». Ieri sera, infine, dopo il confronto al Mise, fonti vicine ai commissari Ilva hanno sottolineato che l’Ilva ha una cassa integrazione straordinaria già autorizzata per 4.100 unità. «L’offerta di Am Investco - si rileva - prevede come primo livello occupazionale 9.400 dipendenti. La cassa integrazione straordinaria in ogni caso copre e coprirà la gran parte degli esuberi e potrà essere incrementata all’occorrenza in linea con l’accordo sindacale che dovrà essere stipulato quale condizione per l’efficacia del contratto di trasferimento degli asset di Ilva al soggetto aggiudicatario della gara».

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