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Ex Ilva: pre-accordo tra governo e Mittal, udienza slitta al 7 febbraio. Un socio pubblico nel capitale

Il testo del Memorandum contiene dei principi di massima che dovranno essere riempiti attraverso il negoziato che dovrà sciogliere nodi relativi all’investimento della multinazionale franco indiana, alle modalità e all’ammontare dell’importo dell’intervento statale, alla decarbonizzazione del sito di Taranto, ai volumi produttivi annuali, agli esuberi. L’udienza del Tribunale di Milano è stata rinviata al 7 febbraio

di Giorgio Pogliotti

La manifestazione Ilva a Roma

2' di lettura

I commissari straordinari dell’ex Ilva e Arcelor Mittal hanno raggiunto l’intesa di base per la trattativa della ristrutturazione del contratto originario di affitto e vendita degli stabilimenti e per l’operazione finanziaria di rilancio del polo siderurgico di Taranto.

Con il preaccordo appena raggiunto può ripartire il tavolo negoziale sul piano industriale dell’ex Ilva. Dopo un lungo impasse, le parti possono riprendere a trattare per evitare che la soluzione relativa al futuro del sito siderurgico di Taranto sia affidata solamente alla magistratura. La negoziazione si svolgerà fino al 31 gennaio con lo scopo di raggiungere un accordo vincolante.

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L'accordo finale tra commissari dell'Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal è condizionato all'ingresso nel capitale di Am InvestCo (la società italiana del gruppo) di una società a controllo pubblico.

Il memorandum Ilva

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Ok Mise a commissari su firma accordo massima
La notizia è stata confermata da fonti del ministero dello Sviluppo economico, dalle quali si è appreso si apprende che il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha autorizzato i commissari straordinari alla firma degli Heads of Agreement con ArcelorMittal. Le stesse fonti hanno precisato che si sono così «poste le basi per trovare un accordo più completo entro gennaio».

Governo preserverà livelli occupazione
«Il Governo italiano, alla luce dell'interesse strategico nazionale delle attività di Ilva e del suo impegno per realizzare il 'nuovo accordo verde', è fortemente impegnato a preservare il business come impresa corrente e gli attuali livelli di occupazione sulla base e coerenti con il nuovo piano industriale attualmente in discussione tra le Parti, che mira a produrre circa 8 milioni di tonnellate di acciaio entro il 2023» si legge nella premessa del protocollo di intesa firmato oggi da ArcelorMittal ed ex
Ilva.

Udienza Tribunale di Milano rinviata al 7 febbraio
Il Memorandum d’intesa consente di guadagnare tempo. L’udienza al Tribunale Milano sul ricorso presentato dai legali dei commissari contro il recesso della multinazionale dalla gestione del sito siderurgico (che adesso è con contratto di affitto) è stata rinviata al 7 febbraio per dare tempo alle trattative, che dovrebbero condurre a un accordo complessivo.

Il significato politico
Il testo del Memorandum ha piú un significato politico, contiene dei principi di massima che dovranno essere riempiti attraverso il negoziato che dovrà sciogliere nodi relativi all’investimento della multinazionale franco indiana, alle modalità e all’ammontare dell’importo dell’intervento statale, alla decarbonizzazione del sito di Taranto, ai volumi produttivi annuali, agli esuberi.

Am: con nuovo piano investimenti verdi anche con pubblico
Non solo. «Il nuovo piano industriale prevede investimenti in tecnologia verde da realizzarsi anche attraverso una nuova società finanziata da investitori pubblici e privati». È quanto indica ArcelorMittal Italia in una nota, parlando della firma quest'oggi dell'accordo non vincolante con i commissari Ilva nominati dal Governo che costituisce la base per continuare le trattative riguardanti un piano industriale per Ilva, incluso un investimento azionario da parte di un ente partecipato dal Governo.

Per approfondire:
Ex Ilva, proteste dei cassintegrati contro bozza del decreto
Ex Ilva, forti preoccupazioni per le imprese dell’indotto

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