analisiLA CORDATA

Ilva, se vince la soluzione di mercato

di Paolo Bricco

(Ipp)

2' di lettura

A meno che la politica non ci metta lo zampino, vincerà la soluzione di mercato rispetto alla soluzione dirigista. L'asta per Ilva è stata impostata nel pieno del Governo Renzi. Arcelor Mittal, coadiuvata da Intesa Sanpaolo e per una piccola quota da Marcegaglia, ha sempre avuto il profilo più efficiente nel senso tradizionale delle economie di scala, della forza della finanza di impresa e dei meccanismi di sedimentazione del know-how tecno industriale. Jindal, invece, ha sempre avuto più la cifra della soluzione radicalmente innovativa, con il preridotto a fare sognare tutti – cittadini, sindacalisti e politici - un cielo più blu possibile sopra Taranto.

Jindal è stata la frontrunner di una cordata costruita un pezzo alla volta dal Governo Renzi, che ha coinvolto – nonostante i tentennamenti di Costamagna e Gallia – la Cassa Depositi e Prestiti, più Arvedi e Del Vecchio. L'ultima riunione tecnica ha sancito che Arcelor Mittal, coadiuvata da Intesa Sanpaolo e da per una piccola quota Marcegaglia, è avanti. Non c'è nessuna sorpresa. La cosa era attesa da settimane. La metà del punteggio attribuito a ciascuna cordata dipende dall'offerta economica, che nel caso di Mittal è del 50% superiore rispetto a quella di Jindal e dei suoi soci.

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A questo punto, come l'Unione europea ha definito le regole del gioco e ha condizionato l'esito – attribuendo un ruolo così fondamentale al tema finanziario – allo stesso tempo potrà condizionare l'esito effettivo, usando l'arma dell'antitrust contro Arcelor Mittal per la sua posizione dominante in Europa. Se così non succederà la parola spetterà a Palazzo Chigi. Dove non c'è più Renzi. Anche se, nei suoi dintorni, in quel Ministero dello Sviluppo Economico che ha avuto un ruolo centrale nella vicenda Ilva, c'è invece Carlo Calenda, a cui le soluzioni di mercato per definizione non dispiacciono. Anche se, come spesso capita nel magmatico scenario italiano in cui due più due non fa mai quattro, qualcuno potrebbe avere la tentazione di spingere Arvedi e Cdp ad aggregarsi alla cordata vincitrice.

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