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Ilva, via al riassetto ArcelorMittal con tensioni a Cornigliano

di Domenico Palmiotti

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(Ansa)


3' di lettura

Le lettere le ha spedite entrambe Ilva in amministrazione straordinaria con la firma del responsabile del personale Claudio Picucci. Ma il loro contenuto é molto diverso. Una è preludio di assunzione con Arcelor Mittal, l'altra, invece, annuncia la cassa integrazione a zero ore con l'amministrazione straordinaria. In entrambi i casi dall'1 novembre. Dalle 16.20 di ieri i destini dei 13.500 dipendenti Ilva si sono divisi fra chi tornerà al lavoro e chi, invece, nelle prossime ore si vedrà disattivare il badge di ingresso in fabbrica e resterà a casa. Nessuna protesta esterna, sebbene a Taranto Prefettura e Questura avessero attivato un monitoraggio discreto per prevenire eventuali tensioni, ma solo tanta preoccupazione in chi è rimasto fuori. Fa eccezione Genova dove c'è stato lo sciopero e i sindacati metalmeccanici si sono spaccati. La Fiom Cgil è sul piede di guerra. Ha infatti promosso 24 ore di astensione dal lavoro per difendere l'accordo di Cornigliano. Nessun corteo in città, causa maltempo, ma assemblea in fabbrica. Non vi hanno aderito la Uilm e la Fim Cisl che ribadiscono la validità dell'accordo firmato il 6 settembre al Mise e rilanciano il dialogo. A Genova gli operai in cassa dovrebbero integrare l'indennità con i lavori di pubblica utilità gestiti dalla Società di Cornigliano, che però dev'essere finanziata dal Governo, ed è su quest'ultimo aspetto che i sindacati aspettano un incontro con il ministro allo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che proprio ieri, dopo una telefonata col governatore ligure Giovanni Toti, ha dato «piena disponibilità per convocare al Mise nei prossimi giorni un tavolo tecnico per concordare un percorso di ulteriore monitoraggio che possa affiancare la Società di Cornigliano alla struttura commissariale e fornire un'ulteriore garanzia, entro il termine previsto dagli accordi siglati il 6 settembre scorso, circa la piena occupazione di tutta la forza lavoro impegnata nello stabilimento». A fronte dello sciopero Fiom, Confindustria Genova ha annullato l'incontro in programma alle 15. Il tavolo era stato convocato in seguito alla “procedura di raffreddamento” avviata dopo che l'Ilva ha proposto una riduzione da 1.054 lavoratori, quelli attualmente impiegati, a mille, che è il numero di assunzioni previste da Mittal dall'1 novembre. A Genova é arrivato Maurizio Landini, ex numero 1 Fiom ed ora nella segreteria confederale Cgil. «Ci sono i lavoratori in sciopero per chiedere l'applicazione in tutte le sue parti dell'accordo siglato lo scorso 6 settembre - dichiara -. C'è il pieno sostegno della Cgil nella richiesta di applicare in tutte le sue parti l'accordo di programma che fa parte dell'intesa firmata il 6 settembre e che prevede una serie di impegni che vanno rispettati».
A Taranto, invece, Mittal prenderà con la formula del distacco da Ilva 8.200 persone (su circa 10.800 totali) sempre dall'1 novembre. E infatti la lettera recita: «Le comunichiamo il suo distacco lavorativo presso la società Arcelor Italia spa per l'arco temporale dal 01 novembre al 31 dicembre 2018. A tal fine dovrà presentarsi nel solito luogo di lavoro» dove «riceverà le istruzioni relative all'attività lavorativa presso la società distaccataria». Dall'1 gennaio 2019 i “distaccati” saranno presi definitivamente in carico da Mittal. L'altra lettera invece recita: “Le comunichiamo la collocazione in Cigs a zero ore a far data dall'1 novembre 2018. Sino a diversa e formale disposizione, lei dovrà astenersi, già dal 31.10.2018, dall'accedere in stabilimento per svolgere attività lavorativa”.
Nel primo pomeriggio il portale MyIlva, dove i lavoratori, accedendo con la propria password, potevano visualizzare la lettera, è andato in tilt a causa della valanga di accessi contemporanei. Sindacalisti subissati di telefonate di chiarimenti. «Stiamo rispondendo a tutti - dice Biagio Prisciano della Fim Cisl- ma non è una situazione affatto facile. Perchè passiamo, in un breve lasso di tempo, dagli auguri a chi ha ricevuto la lettera di assunzione e dall'1 novembre lavorerà con Arcelor Mittal, con la formula del distacco, alle parole da trovare per chi, invece, non è stato assunto e resta con l'amministrazione straordinaria ma in cassa integrazione. In questo momento dobbiamo cercare di stare il più vicino possibile proprio a questi lavoratori, dando a loro la continuità di una speranza». «La situazione era già nota - afferma Antonio Talò, segretario Uilm - e penso che la maggioranza dei lavoratori l'avesse presente. Attendiamo le prossime ore per fare il punto della situazione e dove sono stati commessi errori o valutazioni non corrette, c'é la disponibilità dell'azienda a rimediare. Un punto fermo da ribadire è che per tutti coloro che non accettano l'incentivo all'esodo volontario e restano in cassa, vale la clausola di garanzia. Non saranno licenziati ma riceveranno, dal 2023 al 2025, una proposta di assunzione da Mittal».

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