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Ima, delisting vicino: l’opa di Bidco supera il 98%

Superata la soglia del 95% - Ora al via lo squeeze out per raccogliere le azioni ancora sul mercato

(© paolo bona)

2' di lettura

È ormai cosa fatta il delisting di Ima da Piazza Affari. Al termine del periodo di adesione all’opa del veicolo Ima Bidco su Ima-Industria Macchina Automatiche risultano apportate azioni pari al 25,389% del capitale sociale e al 78,815% circa di quelle oggetto dell’offerta. Il controvalore complessivo, calcolato sulla base del prezzo d’opa di 68 per azione, risulta di 746.055.812 euro.

Ima Bidco è la società veicolo che fa riferimento alla holding Sofima, che controlla il gruppo e in cui partecipano diversi azionisti, dagli esponenti della famiglia Vacchi alla società May, dopo il closing relativo alla vendita di circa il 20% della holding ai fondi assistiti da Bc Partners. Sulla base di questi dati provvisori la società si trova ora a possedere, tenuto conto delle azioni già detenute e dello 0,2488% di azioni proprie - il 98,188% del capitale della società di macchine per il confezionamento di prodotti alimentari e farmaceutici, pacchetto abbondantemente superiore alla soglia del 95%, che consente di procedere allo squeeze out e al delisting da Piazza Affari del titolo dell’azienda emiliana della famiglia Vacchi.

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Una volta resi noti i dati definitivi, saranno esplicitate anche le mosse successive. Ima ha comunque già comunicato che a questo punto non avrà luogo alcuna riapertura dei termini, perchè non necessario. Inoltre, come detto, si sono verificati i presupposti di legge per l’esercizio del diritto d’acquisto (al prezzo di 68 euro per azione, delle rimanenti 783.152 azioni Ima (pari all’1,812% del capitale) ancora sul mercato, che avverrà contestualmente, in una procedura congiunta, all’obbligo d’acquisto.

La società comunica infine che il pagamento del corrispettivo dell’offerta. relativo alle azioni portate in adesione, avverrà il 22 gennaio.

Il gruppo ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con un utile prima delle imposte a 59,8 milioni, in calo del 49,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (il risultato 2019 includeva anche 56,3 milioni relativi alla rimisurazione al «fair value» della partecipazione Atop). I ricavi consolidati sono stati pari a 1,02 miliardi (+0,7%) mentre l’ebitda ante oneri non ricorrenti è salito a 146,6 milioni (+10,1%) e l’ebitda a 144,6 milioni (+14,6%). Il portafoglio ordini consolidato ha raggiunto nel periodo 919,4 milioni di euro (-14,7%) e gli ordini acquisiti ammontano a 1,02 miliardi (-7,1%). L’indebitamento finanziario netto del gruppo Ima era pari nei primi nove mesi a 700,9 milioni di euro rispetto ai 769,3 milioni a fine settembre 2019.

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