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Immigrati, dall’Italia ai paesi d’origine 7,7 miliardi di euro in rimesse

Dato vicino al record di 8 miliardi registrato nel 2011. Cresce l’incidenza sul Pil. I maggiori invii dalla Lombardia. Tra i paesi spicca il Bangladesh

di Carlo Andrea Finotto

(Mirco Toniolo / AGF)

3' di lettura

Ammontano a 7,7 miliardi di euro le rimesse inviate nei paesi d’origine da parte degli immigrati in Italia. I dati di Banca d’Italia sono relativi al 2021 e sono stati elaborati nel consueto studio della Fondazione Leone Moressa. Non è un record ma manca poco: il volume complessivo si avvicina, infatti, al picco registrato nel 2011 (8 miliardi di euro). Le rimesse del 2021 registrano un +12,2% rispetto all’anno precedente e un +46,3% rispetto al 2016. Anche l'incidenza sul Pil torna a crescere (0,44%). Più in generale, fa notare il report della Fondazione: l’incremento è costante dal 2017.

La geografia delle rimesse

A guidare la classifica relativa all’invio di denator è l’Asia. Il primo paese di destinazione è, infatti, il Bangladesh con 873 milioni di euro (pari all’11,3% del totale). Seguono Pakistan, con 597 milioni, e Filippine, appena dietro con 591 milioni di euro. Calano invece i flussi verso l'Est Europa, in particolare Romania (-8,5%), Ucraina (-8,0%) e Moldavia (-7,3%). «In questo caso – spiega la Fondazione – è probabile che la riapertura delle frontiere abbia fatto ripartire i viaggi su strada degli immigrati, che spesso portano con sé regali o denaro per la famiglia. Durante il lockdown, invece, l'invio di denaro era rimasto l'unico strumento di sostegno».

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Secondo lo studio, nell’elaborazione dei dati si nota un cambiamento rispetto a dieci anni prima. Nel 2011 vi era una minore frammentazione, con il 70% delle rimesse concentrato verso soli 7 paesi. Nel 2021, invece, i primi 7 paesi raggiungono poco più del 50% delle rimesse, e nessun paese supera il 12%.

Prima forma di sostegno

Secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa, «le rimesse rappresentano la prima forma di sostegno degli immigrati allo sviluppo dei paesi d'origine. Anche nell'anno della pandemia, nonostante il calo dell'occupazione, gli immigrati hanno continuato a sostenere le famiglie in patria. I flussi sono addirittura aumentati, parallelamente alla riduzione delle possibilità di movimento».

Un altro dato interessante è quello relativo alle rimesse pro capite. «Osservando il rapporto tra rimesse e popolazione residente per ogni paese d'origine, mediamente, ciascuno dei 5,2 milioni di residenti stranieri ha inviato 125 euro al mese in patria. Osservando le prime 20 comunità straniere presenti in Italia, i valori massimi si registrano tra i cittadini del Bangladesh (460 euro medi pro-capite). Il Senegal è il secondo paese più attivo, con 370 euro al mese pro-capite. Generalmente, le comunità asiatiche sono mediamente molto attive: oltre al Bangladesh, anche India, Filippine e Pakistan inviano mediamente più di 200 euro al mese» si legge nel report.

Tra le regioni spicca la Lombardia

Per quanto riguarda le regioni italiane da cui vengono inviate più rimesse all’estero, spicca la Lombardia, che da sola vale oltre un quinto del totale: per un controvalore di 1,75 miliardi di euro. La seconda regione è il Lazio, con 1,13 miliardi, mentre al terzo posto si colloca l’Emilia-Romagna con poco meno di 791 milioni di euro. A seguire, Veneto (635,6 milioni) e Toscana (607 milioni di euro). In fondo a questa graduatoria si trovano Basilicata (32,6 milioni), Molise (11,8 milioni) e Valle d’Aosta (9,5 milioni di euro).

A livello di singole Province, Roma, con 964,6 milioni di euro, supera Milano (859,8 milioni). Quasi un quarto di tutte le rimesse italiane parte da queste due città. Seguono Napoli (363,6 milioni) e Torino (268,1 milioni di euro).


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