UFFICI E COMMERCIALE

Immobili non residenziali: volumi in contrazione del 20% nei nove mesi del 2020

Secondo l'analisi di Cushman&Wakefield a fare la parte del leone ancora gli uffici, con quasi il 50% dei capitali. Per il futuro le strategie si fanno più selettive

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(Claudio Colombo - stock.adobe.com)

Secondo l'analisi di Cushman&Wakefield a fare la parte del leone ancora gli uffici, con quasi il 50% dei capitali. Per il futuro le strategie si fanno più selettive


2' di lettura

Il terzo trimestre dell'anno sono stati investiti nell'immobiliare italiano circa due miliardi, portando il volume dei primi nove mesi a sei miliardi. È questa la fotografia scattata da Cushman & Wakefield sugli investimenti nel settore immobiliare non residenziale italiano nel corso del 2020 fino a oggi.̀ I primi nove mesi del 2020 hanno però subìto una contrazione del 20%. A fare la parte del leone ancora una volta il segmento degli uffici, che ha attratto poco meno del 50% dei volumi totali.

La logistica, con quasi un miliardo di euro, ha raddoppiato il volume rispetto allo scorso anno e si prepara a chiudere il 2020 su livelli record. «La forte competizione tra investitori e il livello di offerta ancora insufficiente a soddisfare la domanda hanno contribuito ad un'ulteriore compressione dei rendimenti prime (alto livello), che scendono quindi sotto la soglia del 5% - ha dichiarato Carlo Vanini, Responsabile della divisione Capital Markets in Italia per Cushman & Wakefield -. Il mercato ha reagito meglio di quanto previsto all'inizio di questa pandemia, e i numeri lo confermano. Esiste ancora un'abbondante liquidità ed un contesto generale di tassi bassi che rendono l'immobiliare un settore appetibile per chi cerca rendimenti».

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Certo è che rimane di sottofondo una incertezza che spinge gli investitori a scegliere di impostare strategie di investimento più difensive, puntando su operazioni core e core plus. Ma si cerca anche di diversificare i propri portafogli in maniera più aggressiva che in passato. Da questo scaturisce l'interesse per il residenziale divenuta ormai una asset class immobiliare “istituzionale”.

I settori che hanno vissuto la crisi più da vicino, hotel e retail, insieme rappresentano circa 1,8 miliardi del volume totale, una forte contrazione rispetto allo scorso anno.

Sul segmento degli hotel è forte l'interesse degli investitori, in cerca di occasioni a sconto.

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