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Immobili occupati abusivamente esenti dal 2023

Un decreto del Mef dovrà regolare la comunicazione da inviare al Comune

di Lu.Lo.

2' di lettura

A partire dal 2023, dovrebbe operare l’esenzione Imu per gli immobili occupati abusivamente. La previsione è contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2023, attualmente all’esame del Parlamento.

Si tratta di una modifica profondamente innovativa, poiché, per consolidato orientamento della Corte di cassazione, l’Imu è un’imposta esclusivamente patrimoniale, per la cui applicazione non ha alcuna rilevanza l’effettiva disponibilità dell’immobile. Così, per fare degli esempi, il tributo è dovuto anche sulle aree oggetto di occupazione d’urgenza, in pendenza di provvedimento di esproprio, che non producono alcuna utilità per il possessore. Lo stesso dicasi per le case occupate che, quantomeno fino alla fine di quest’anno, sono regolarmente assoggettate a imposizione. Ma si pensi anche al caso delle unità inagibili o inabitabili, per le quali compete solo la riduzione a metà dell’imponibile – e non l’esenzione – peraltro, previa dichiarazione dell’interessato e su espressa disposizione di legge.

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In sostanza, secondo questa univoca interpretazione dei giudici di vertice, ai fini della soggettività passiva Imu ciò che conta è la titolarità formale dell’immobile, non anche la possibilità di utilizzo dello stesso, poiché ai fini Imu è ininfluente l’astratta “redditività” del bene.

Le condizioni per l’esenzione

La nuova norma annunciata stabilisce invece che sono del tutto esenti da Imu gli immobili, anche a destinazione non residenziale, «non utilizzabili né disponibili», in relazione ai quali sia stata presentata denuncia penale con riferimento agli articoli 614, secondo comma (violazione di domicilio), o 633 (invasione di terreni o edifici) del Codice penale, o per la cui occupazione abusiva sia stata presentata denuncia o iniziata azione giudiziaria penale.

Per ottenere l’esenzione, il soggetto passivo Imu (proprietario dell’immobile o altro) dovrà comunicare al Comune di avere i requisiti di legge, con una trasmissione telematica che andrà effettuata secondo le modalità stabilite con un decreto che il Mef dovrà adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della disposizione (dunque entro il 2 marzo 2023, termine ordinatorio). È inoltre previsto che analoga comunicazione dovrà essere effettuata al venir meno dei presupposti dell’esonero.

La comunicazione

Si è dell’avviso che la trasmissione della comunicazione rappresenti elemento costitutivo della spettanza dell’esenzione, considerato che si tratta di vicende delle quali il Comune potrebbe essere del tutto all’oscuro. Per questo motivo, non è indicata alcuna data per la presentazione della stessa. Ovviamente, lo stesso non vale nel caso opposto, poiché, laddove cessi il diritto all’esenzione, il Comune ha il potere di effettuare accertamenti, anche in assenza della comunicazione del contribuente.

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