analisi

Immobiliare, volumi record a 3,5 miliardi

Nel secondo trimestre Milano guida gli investimenti. Da gennaio a giugno investiti in Italia 5,2 miliardi di euro in uffici, logistica, retail e hotel

di Paola Dezza


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Il Palazzo dell’Informazione di Milano

3' di lettura

Le ombre che aleggiavano sul real estate sul finire dello scorso anno sono state, in parte, dissipate. E nei numeri di questa prima metà del 2019 si registra una maggiore fiducia e positività degli investitori. Secondo i dati raccolti da Cbre il volume degli investimenti immobiliari (non residenziali) in Italia, nel primo semestre del 2019, è in crescita rispetto allo stesso periodo del 2018 e si attesta a quota 5,2 miliardi di euro. Di cui 3,5 miliardi di euro investiti nel secondo quarter.

«Dopo un primo trimestre stabile, i volumi sono quasi raddoppiati - spiega Alessandro Mazzanti, ceo di Cbre Italy -. Ad aumentare la fiducia una serie di variabili macroeconomiche e geopolitiche. La situazione politica italiana è meno instabile di qualche mese fa e i provvedimenti accomodanti di Fed e Bce che hanno reso più espansiva la politica monetaria». Tassi di interesse bassi, e addirittura in discesa come si profila all’orizzonte (La Fed potrebbe già attuare un primo taglio questo mese, la Bce potrebbe rilanciare il Qe o comunque procedere in una politica espansiva), contribuiscono a rendere più appetibile il settore real estate.
A guidare i numeri è ancora una volta il settore uffici, che arriva a quota 1,790 miliardi di volumi, mentre nello stesso periodo del 2018 superava appena il miliardo. Di questi ben 1,15 miliardi di euro si sono concentrati a Milano, dove sono state definite 20 operazioni. In corso al momento ci sono diverse gare, tra cui quella per il Palazzo dell’Informazione in piazza Cavour, gestito dal fondo Atlantic 1 (il cui quotista maggiore è con il 40% Blackstone) e che potrebbe finire nel portafoglio della famiglia Rovati (al momento in pole position per l’acquisizione) o la gara per gli immobili centrali di Goldman Sachs.
A Roma i volumi si sono fermati a quota 367 milioni (contro i 272 del primo semestre 2018).
Cbre scommette, come aveva anticipato a inizio anno, sul settore hotel. Con investimenti di oltre 2,3 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno - grazie alle grandi operazioni di Lvmh su Belmond e di Oaktree sugli hotel di Castello Sgr -, contro i 500 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, il settore è in grande fermento.

Il volume di investimenti del secondo trimestre nella logistica è stabile rispetto allo stesso periodo del 2018 e le previsioni per la fine dell’anno restano positive. Il settore ormai non è più percepito come opportunistico ma come asset class consolidata. «Il settore sta cambiando per incontrare consumatori sempre più esigenti - dice ancora Mazzanti -. Tra i trend dell’asset class vanno di certo segnalati i magazzini multipiano (che occupano quindi sempre meno spazio), la sempre più alta vicinanza ai consumatori (il fenomeno ormai noto del “last mile”) e soprattutto l’importanza di location che abbiano la capacità di attrarre risorse e forze lavoro specializzate, che porta alla creazione, negli asset logistici, di spazi riservati al benessere del dipendente». Non più, quindi, semplici contenitori, ma edifici sempre più strutturati, il cui valore al mq si alzerà sempre di più nei prossimi anni.
E il retail? Messo sotto accusa negli ultimi tempi il settore si difende, ma la cautela ha ridotto gli investimenti nel secondo trimestre del 10% rispetto allo stesso periodo del 2018.

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