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A Imola Formula 1 in fuga, ma per l’autodromo maxi benefici anche dai Pearl Jam

I numeri in una ricerca di JFC. Per l’impianto ora un cambio di strategia: si punta a diversificare le attività sfruttando gli spazi in logica polivalente

di Ilaria Vesentini

(ANSA)

4' di lettura

Non solo Formula 1. Potrebbe essere questo il sottotitolo della ricerca su “Impatto economico delle attività dell'Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari” presentata oggi nel circuito sul Santerno per accompagnare la nuova strategia polifunzionale impressa da Formula Imola e dalle istituzioni del territorio, per sfruttare appieno l'unicità e la versatilità degli impianti del “piccolo Nurburgring”, anche prima e dopo i tre giorni straordinari del Gran premio del Made in Italy e dell'Emilia-Romagna. Tornato quest'anno a richiamare 130mila spettatori attorno ai 4,9 km di pista nel centro di Imola, faro internazionale della motor valley emiliana, capace di catalizzare gli occhi di due miliardi di appassionati di bolidi, collegati da tutto il mondo nei giorni del GP.

L'impatto economico della Formula 1 – racconta l'indagine pilota condotta da JFC, società di consulenza turistica e marketing territoriale – raggiunge i 274,2 milioni di euro, un record rispetto al valore generato da altri eventi svolti quest'anno all'autodromo. Come il concerto dei Pearl Jam (15,7 milioni di euro) o la Mostra-scambio del Crame (auto e moto d'epoca, 6,8 milioni di euro). Eppure, se si analizzano nel dettaglio i numeri della ricerca, si capisce che il ruolo del GP non è importante tanto e solo in termini di ricchezza concreta portata al territorio in via diretta, indiretta e indotta ma per l'effetto volàno che esercita su tutta la filiera dell'automotive regionale (la cosiddetta legacy di filiera) e sulla “destinazione Imola” che beneficia di un clamore mediatico su scala mondiale, la media coverage value, quantificabile in oltre 172 milioni di euro (l’equivalente investimento pubblicitario).

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I numeri dell'autodromo

«Abbiamo applicato per la prima volta una metodologia scientifica e imparziale su tutto il sistema ospitale che va dalla Riviera a Bologna, sulle attività commerciali del territorio attorno a Imola e sulle aziende che hanno fornito beni e servizi per svolgere gli eventi nel circuito, attraverso migliaia di interviste dirette e survey quali-quantitative a spettatori, esercenti, organizzatori, un lavoro inedito per vastità e profondità – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di JFC – e dopo questo primo step di indagine su Formula1, concerto dei Pearl Jam e mostra-mercato Crame completeremo entro il prossimo febbraio l'analisi di impatto economico per tutti gli eventi “site specific” che si sono svolti nel 2022 all'autodromo, per fornire a Formula Imola e alle istituzioni un quadro reale e completo del valore che questa infrastruttura genera».

I benefici sono stati scorporati in diretti (la spesa in beni e servizi di ogni tipologia di partecipante all'evento), indiretti (il valore della spese incrementali generate dalle imprese per far fronte alla domanda dei partecipanti) e indotti (il valore che l'evento è in grado di produrre a cascata grazie a maggiori livelli di occupazione e consumi in ambito locale).

Ebbene, il GP di Formula 1 (22-24 aprile 2022), con i suoi 129.656 spettatori, ha generato quasi 10mila arrivi turistici, per il 67,4% stranieri (un record rispetto al dato di turisti internazionali, che in Emilia-Romagna non supera il 25%) con una permanenza media di 4,3 giorni: a fronte di 30 milioni di euro di valore diretto creato (quindi spesa sonante sul territorio), si sono generati 22,7 milioni di benefici indiretti e 13 milioni di benefici indotti. Per un totale di 65,7 milioni di euro, poca cosa in realtà se confrontati con i 208 milioni “impalpabili” tra legacy di filiera e media coverage value (che valgono il 75% dei 274 milioni di euro complessivi di impatto economico misurato da JFC per il GP di Formula 1).

Il concerto dei Pearl Jam del 25 giugno scorso, con i suoi 60mila visitatori (35% stranieri), ha generato un impatto diretto di 9,2 milioni sul territorio e altri 6,5 milioni di benefici indiretti e indotti. Mentre la mostra-scambio del Crame (9-11 settembre) con 30mila visitatori ha generato benefici diretti per 3,6 milioni e altri 3,1 milioni di benefici a cascata. Numeri non distanti – questi di concerto e fiera - rispetto a quelli del Gran Premio, in termini di ricchezza concreta sviluppata localmente, se rapportati agli spettatori, senza però cassa di risonanza globale per la via Emilia.

Piano di diversificazione delle attività

I risultati della ricerca avvalorano da un lato la scelta della Regione Emilia-Romagna di sostenere anche finanziariamente i grandi eventi sportivi internazionali sul territorio (6 milioni solo per il Gran Premio sul circuito del Santerno, confermato fino al 2025) in virtù delle ricadute esponenziali sull'economia. E, dall'altro lato, spiegano perché oggi Formula Imola (controllata al 100% da Con.Ami, consorzio multiservizi di 23 Comuni romagnoli tra Imola e Faenza) abbia deciso di sfruttare il volàno della Formula 1 per ripensare gli spazi dell'autodromo in logica polifunzionale 365 giorni l'anno. «Il nostro circuito è l’unico in Italia dentro la città, raggiungibile a piedi in 20 minuti dalla stazione ferroviaria con una bella passeggiata per il centro di Imola, ma può superare solo 37 giorni l’anno i 70-85 decibel di rumore delle gare. Gli altri 328 giorni offre spazi e dotazioni versatili che si prestano a utilizzi diversi, da eventi aziendali a concerti, con un museo che sarà trasformato in spazio polivalente, allacci di luce, acqua e tv ogni 15 metri, ha le 3 stelle FIA per la sostenibilità ed è in corso anche la certificazione 14001», spiega Pietro Benvenuti, da un anno e mezzo direttore generale di Formula Imola.

La società che gestisce il celeberrimo circuito - pronto a festeggiare i 70 anni di attività nel 2023 - deve fare i conti con un fatturato che schizza dai 4 milioni degli anni senza Formula1 agli 11 milioni di un 2022 con il Gran Premio e soli 9 dipendenti a libro paga. Briciole, rispetto ai 274 milioni di valore creato dai tre giorni di gara delle monoposto per migliaia di aziende e posti di lavoro. Istituzioni locali e imprenditori fanno quadrato: «Questo innovativo lavoro di rilevazione e studio delle ricadute economiche è estremamente importante perché mette in risalto i benefici indiretti e indotti su tutto il sistema regionale e l’importanza dell’Autodromo per sostenere l’intera filiera di turismo, commercio e servizi, soprattutto in un anno difficile come il 2022, per l'aumento dei costi di gestione», conclude Gianfranco Montanari presidente della società turistica If Imola Faenza, che in passato aveva già commissionato analisi di impatto limitate però solo alle ricadute dirette legate al settore “hospitality”.


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