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Imola, si dimette la sindaca grillina: «Il M5S è morto, non esiste più»

Dopo la riconquista da parte del Pd di Livorno, Imola era la terza città ancora a amministrata dai Cinque stelle, dopo Roma e Torino. Come prevede la legge, le dimissioni della sindaca diventeranno efficaci e irrevocabili fra venti giorni, quindi il Consiglio comunale sarà sciolto e nominato un commissario che guiderà Imola a nuove elezioni


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(ANSA)

2' di lettura

«Il M5S non esiste più. Il M5S è morto ed è morto quando è morto Gianroberto Casaleggio. Abbiamo visto appropriarsi di ruoli apicali da parte di persone senza arte né parte, perdere sei milioni di voti in un anno e fare finta di niente». Emanuela Sangiorgi, sindaca di Imola da poco più di un anno, dice addio al Movimento pentastellato e in un'intervista all'emittente locale emiliana É-Tv conferma le sue dimissioni annunciate all'indomani della dura sconfitta dei grillini alle Regionali in Umbria.

«Io mi aspettavo un appoggio dal M5s nazionale, mi aspettavo fosse un salotto dei big, perché siamo il terzo comune più grande amministrato dal movimento Poi, quando sono andata a chiedere aiuto su questioni importanti, ho avuto risposte imbarazzanti», racconta in tv spiegando la decisione di abbandonare la nave M5S. «C'è stato un muro e in buona parte ha contribuito Massimo Bugani», aggiunge chiamando in causa uno degli esponenti storici del Movimento, nonchè socio di Rousseau. Per 15 mesi «sono stato un sindaco commissariato, quando venivo in Comune era come entrare nella foresta dei pugnali volanti».

«Alcuni del M5s pensano che governare un Comune sia come governare un comitato: da una parte il M5s ha suscitato voglia di mettersi in gioco, ma dall'altra non è vero che tutti possono fare politica, non c'è contezza della macchina amministrativa», insiste Sangiorgi, che non lesina critiche anche sulle scelte politiche del Movimento a livello nazionale: «Fino al giorno prima abbiamo detto di tutto al Pd, e poi ci andiamo al governo insieme? Poi abbiamo visto che bel progetto, il progetto di governo delle tasse».

Dopo l'intervista, Sangiorgi ha preso la parola in Consiglio comunale. «Prendo atto - ha detto in una breve comunicazione - che non ci sono più le condizioni per portare avanti il lavoro svolto». Come prevede la legge, le dimissioni della sindaca diventeranno efficaci e irrevocabili fra venti giorni, quindi il Consiglio comunale sarà sciolto e nominato un commissario che guiderà Imola a nuove elezioni. Dopo la riconquista da parte del Pd di Livorno, Imola era la terza città ancora a amministrata dai Cinque stelle, dopo Roma e Torino. Sangiorgi nel suo intervento ha ricordato i punti che l'hanno portata a questa decisione: le divisioni nella maggioranza, una spaccatura con i vertici del M5S e anche la contrarietà alla scelta di formare un governo con il Pd.

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