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Impact investing, previsioni positive nonostante l’effetto Covid-19

Gli investimenti a impatto sociale e ambientale ammontano a 715 miliardi di dollari, secondo Giin. Attrattivi energia e servizi finanziari

di Alessia Maccaferri

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(Afp)

Gli investimenti a impatto sociale e ambientale ammontano a 715 miliardi di dollari, secondo Giin. Attrattivi energia e servizi finanziari


3' di lettura

Ammonta a circa 715 miliardi di dollari il valore complessivo stimato dell’impact investing a livello mondiale. Nonostante la pandemia, restano positive le previsioni di investimento della finanza d’impatto, secondo il Decimo Report del Global Impact Investing Network (Giin): il 57% degli intervistati dichiara piuttosto improbabile un cambiamento del volume del capitale che ha pianificato di dedicare agli investimenti impact nel 2020.

L’indagine si basa sulle risposte di 294 investitori impact (che amministrano asset per 404 miliardi di dollari) e che non rappresentano la totalità del mercato. Ma «l’anno scorso Giin ha compiuto uno sforzo inedito. Grazie a un database che include più di 1.700 impact investors si può stimare un mercato totale pari a 715 miliardi di dollari» spiega Dean Hand, direttore della’area ricerca in Giin. Si tratta di investimenti che hanno non solo un ritorno finanziario ma anche sociale e ambientale.«La comunità globale dell’impact investing può aiutare a ricostruire un futuro più inclusivo, più resiliente e più sostenibile. Noi possiamo dare forma a una ripresa che coinvolga il maggior numero possibile dei cittadini del mondo e e possiamo guidare la strada che conduce a una trasformazione del sistema finanziario che onori il ruolo di ogni stakeholder, dai lavoratori al pianeta stesso» scrive Amit Bouri, co-founder e ceo di Giin firmando l’Annual Impact Investor Survey 2020.

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Effetto Covid19 non affossa la fiducia

Dei 294 intervistati del report di quest’anno, 122 hanno dato indicazioni specifiche su come Covid-19 potrà cambiare l’allocazione dei capitali e il risk assessment:

1) Nonostante la crisi generale, il 57% degli intervistati dichiara piuttosto improbabile un cambiamento del volume del capitale che ha pianificato di dedicare agli investimenti impact nel 2020: un 20% ammette che sia un po’ probabile di investire meno capitali rispetto a quanto pianificiato e un altro 15% probabilmente investirà di più.
2) Metà degli intervistati si aspetta risultati il linea con le aspettative, mentre il 18% si attende che il proprio portafoglio superi di gran lunga le aspettative. Infine il 16% si aspetta performance inferiori sul versante impact, mentre il 46% si aspetta performance finanziari inferiori.

Forti performance e misurazione d’impatto

L’88% dei rispondenti dichiara che le ultime performance hanno raggiunto o superato le loro aspettative finanziarie e nel 99% dei casi quelle relative all’impatto.

La sofisticazione della misurazione dell’impatto e di pratiche di gestione è citata come una delle maggiori aree di progresso negli ultimi dieci anni. Viene così premiata la capacità dell’impact investing di tradurre le intenzioni in risultati. Le pratiche di impact measurement and management (Imm) consentono di dimostrare i risultati reali e assicurano l’accountability contro fenomeni di impact washing. Con la maturazione del mercato restano comunque margini di miglioramento nel confronto delle performance impact e nella verifica dei risultati.

L’energia il settore più attrattivo

Dal punto di vista dell’allocazione dei capitali i settori più attrattivi sono l’energia (16%), servizi finanziari (esclusa la microfinanza), con il 12% degli asset under management (Aum) . La maggior parte delle risorse è investita nei mercati maturi (55%), dove l’area più importante è Stati uniti e Canada (30%).

Crescita maggiore per wash, sanità e servizi finanziari

Giin ha realizzato un focus su 76 investitori che hanno risposto sia nel 2015 sia nel 2019. In quel periodo l’Aum è passato da 52 a 98 miliardi di dollari con un tasso di crescita annuale (Cagr) pari al 17 per cento. I settori che sono cresciuti di più sono Wash (water, sanitation, and hygiene) pari al 33%, seguito dai servizi finanziari (esclusa la microfinanza ) con un Cagr del 30 per cento. Il settore che appare con più frequenza nelle intenzioni di investimento è il cibo e l’agricoltiura (54%), seguita dalla sanità 851%).

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