Interventi

Imparare a riascoltare la voce della natura

di Alan Barrell

3' di lettura

Ho imparato per esperienza ad avvicinarmi a nuovo libro o trattato offerto da Piero Formica avendo tempo sufficiente per riflettere e reimmaginare, stimolato dalla sua mente profonda e agile, e dall'ampiezza della sua capacità di unire elementi della vita e dell'esistenza troppo spesso divisi attraverso le convenzioni e i vincoli che ci catturano. Essere noi stessi è davvero difficile. L'intelligenza artificiale, tanto discussa, e il machine learning non hanno ancora eguagliato il potere della narrazione nel far riesaminare a molti di noi il nostro status e le prospettive del nostro futuro.
C'è da scavare nel tesoro scoperto dal pensiero originale dell'autore, mentre tutti noi barcolliamo e ci agitiamo in questo tempo estenuante della pandemia in corso. Mentre scrivo i vaccini per affrontare Covid 19 stanno appena iniziando ad essere somministrati con molta aspettativa umana. Formica ci invita a riordinare la nostra mente per tenere conto di quanto è cambiato come risultato del lavoro di un organismo che, secondo alcuni, non è “vivo” nel senso di vita animale come generalmente lo consideriamo, non può essere visto o percepito in modi normali e ha essenzialmente gettato il mondo nel caos. E, dice l'autore, è proprio questo per noi il momento di costruire ponti transdisciplinari che l'essere umano deve attraversare per trovare nuovi modi di considerare l'economia e tutta l'attività umana.
Il progresso, il successo e il fallimento vannio ripensati a seguito dello shock nell'apprendere che la crescita del PIL non è un dato di fatto e per aver trascurato il contesto della nostra esistenza nel mondo in generale - un insieme di esseri all'interno di un ecosistema così meraviglioso e complesso che la “misurazione”, come le nostre convenzioni l'hanno determinata, non ha senso accanto alla minaccia di malattie e morte inaspettate a fronte delle quali siamo stati capaci di fare così poco.
Piero Formica è sempre stato per alcuni di noi uno stimolatore di un nuovo pensiero e della necessità di cercare nuove vie. I suoi riferimenti sono molti e il suo richiamo alla potenza della narrazione di Steinbeck in un altro momento di un diverso tipo di disastro naturale legato al clima, ci rimanda probabilmente alle nostre biblioteche per rinfrescarci con una narrazione profonda che ci ispiri di nuovo. Tante cose vengono affrontate, e l'autore non trascura le aree che ci aspettiamo di esplorare con nuovi pensieri, come l'imprenditorialismo e l'imprenditorialità. E mi trovo sempre attratto da un pensiero più profondo con i suoi riferimenti all'”ignoranza creativa”. Mi piace molto.
Passando la maggior parte della vita a lavorare con studenti di tutto il mondo da vent'anni o poco più, e ad amarne ogni minuto, mi ha colpito la descrizione che Formica ha fatto dei giovani nell'età della pandemia che costringe a “nuotare nelle acque del dubbio”. In un certo senso, La voce della natura è una chiamata alle armi che mi ha fatto considerare la grande importanza della divergenza e convergenza della cultura, della materia, delle tecnologie, dell'arte e delle scienze umane. La connessione, la connettività e la “convergenza” saranno sicuramente più importanti che mai in futuro - ma non meno impegnative. E concludo con la mia parola, non ancora nel dizionario che mi ritrovo ad usare sempre più, “connectricity”, connettività più energia. Uno dei modi per essere all'altezza delle sfide di Piero Formica è creare le correnti che determinano il futuro.

Alan Barrell DBA., FRSA Cambridge

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