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Impasse per il lavoro dalla barca gli armatori preferiscono salpare

di Raoul de Forcade

2' di lettura

Mentre sul mercato immobiliare ligure lo smart working sta facendo da traino ad affitti e compravendite, stenta a decollare la locazione estiva delle barche in porto per lavorare a distanza. Ma non perché manchi la domanda di chi vorrebbe scegliere la barca all’ormeggio - come alternativa all’appartamento - per restare collegato con l'ufficio da un luogo di vacanza, ma perché i proprietari delle imbarcazioni puntano a noleggiarle solo per le uscite in mare.

A spiegare il fenomeno è Walter Vassallo, il genovese con la passione del mare (nonché una laurea in economia marittima dei trasporti), che ha creato Letyourboat, in pratica l’Airbnb delle barche, lanciando l’uso degli yacht come alberghi nautici diffusi, dove poter dormire anche solo una notte; oppure dove fare un ricevimento di nozze o, appunto, smart working.

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Per il lavoro a distanza, dice Vassallo «abbiamo alcune richieste ma il problema è che le persone che hanno una barca tendono a non volerla noleggiare da ferma perché aspettano prenotazioni per le uscite in mare. Eppure, in questo periodo, la domanda è più ampia per l’affitto dell’imbarcazione all’ormeggio che non per la navigazione. Anche se non posso dire con precisione quante di queste richieste siano indirizzate allo smart working, perché non sempre, chi ci contatta, spiega perché lo fa».

In ogni caso, prosegue Vassallo, «in questo momento chi ha una barca preferisce addirittura rinunciare alla prenotazione per l’affitto in ormeggio, nella speranza di trarre più guadagno noleggiando l’imbarcazione per una giornata di navigazione. Insomma, durante la stagione estiva, da qui a settembre, la speranza degli armatori è di dare la barca al migliore offerente. Un comportamento frutto anche di una mentalità un po’ rigida dei proprietari».

In attesa di vedere gli sviluppi della situazione, Vassallo lancia i Blue marina awards, cioè un marchio di riconoscimento per i migliori porti turistici e approdi, che ha l’ambizione di diventare, per le marine da diporto, qualcosa di simile a quel che sono le bandiere blu per le spiagge.

Si tratta, dice l’imprenditore, di premi «da assegnare su base annuale ai porti e agli approdi turistici italiani maggiormente meritevoli nella gestione e nello sviluppo delle loro strutture, dai punti di vista della sostenibilità, della sicurezza, dell’innovazione e dell’accoglienza turistica. Si può partecipare a uno solo o a tutti e quattro i premi, che saranno conferiti durante il Salone nautico di Genova». L’iniziativa è stata ideata da Vassallo, il promotore istituzionale dei Bma è Assonautica Italiana, mentre Assonat (Associazione nazionale approdi e porti turistici) è il partner istituzionale. La valutazione dei marina e degli approdi per l’assegnazione dei premi è affidata al Rina. Tra le istituzioni che patrocinano l’evento ci sono Enit, Regione Liguria e Confindustria Genova.

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