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Impatto Covid sulla sanità europea, spesa Italia sotto media Ue

Se la media UE è di 8,3 infermieri per 1.000 abitanti, l’Italia ne ha 6,3.

2' di lettura

L’impatto del Covid sui paesi Ue si è abbattuto su sistemi sanitari già in difficoltà. La spesa sanitaria è necessariamente aumentata, ma l’Italia è rimasta ancora sotto la media europea. È quanto emerge dal rapporto annuale Ocse sulla Sanità, diffuso a Parigi. Su diversi punti e con intensità diversa, i sistemi sanitari dei 27 paesi Ue hanno sofferto, pagando soprattutto difetti e insufficienze preesistenti la pandemia, quali l’invecchiamento della popolazione, e l’insufficienza del personale medico, compresi gli infermieri.

Nel 2020 Italia decima per investimento nella sanità

Quanto all’Italia, il dato emergente è che la spesa per la Sanità rispetto al PIL continua ad essere fra le più basse, nettamente al di sotto della media europea e lontana da Germania e Francia. Prendendo in esame il 2020, l’anno di maggior impatto del Covid, la spesa sanitaria pubblica e privata dei paesi europei è aumentata di oltre il 5% data la contingenza della pandemia, con un picco di oltre il 10% registrato in Bulgaria, Repubblica Ceca e Ungheria. L’Italia risulta decima per investimento nella sanità, con una percentuale sul PIL del 9,6%, contro una media UE del 10,9%.

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Aspettativa di vita in calo

A tenere in alto questo valore è soprattutto la Germania, quella che spende di più per la salute dei cittadini rispetto a quanto produce, il 12,8%, seguita dalla Francia (12,2%) e poi da Svezia e Austria con l’11,5%. In cifre, in Italia si sono spesi 550 euro in meno procapite rispetto alla media europea, in numeri assoluti 2.609 euro a testa contro le 3.159 della media UE. In Germania la spesa ha toccato i 4.831 euro, in Francia 3.807. Altro dato drammatico, il calo di oltre un anno dell’ aspettativa di vita in Europa, come non avveniva dal secondo dopoguerra: meno 1,2 anni in meno nella media, tenuta alta dai paesi dell’est, in testa la Bulgaria (meno 3,7). L’aspettativa degli italiani, pur in calo, si è fermata a meno 0,7, al di sopra della media UE.

Decessi Covid concentrati nella fascia over 60

Quanto al numero di decessi da Covid, il dato conferma 1,1 milioni di morti per la pandemia, un numero che si considera sottostimato se paragonato all’aumento generale della mortalità, in media superiore di almeno 300.000 unità. Le perdite sono localizzate soprattutto nella fascia degli over 60, con una percentuale del 90%. Servizi di emergenza intasati, penalizzazione per i malati di diverse patologie che hanno dovuto rinviare controlli e prevenzione, ospedali sommersi di richieste sono riconducibili - secondo il rapporto Ocse - a un problema preesistente in tutti i paesi europei e non solo: personale insufficiente e non abbastanza remunerato.

Sistema italiano penalizzato dalla scarsità di infermieri

Nella scarsità di personale generalizzata, spicca la penuria di infermiere e infermieri, che penalizza più di altri il sistema italiano: se la media UE è di 8,3 infermieri per 1.000 abitanti, l’Italia ne ha 6,3. Svizzera e Norvegia sono quelle che toccano i massimi, superando quota 18 su 1.000

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