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Impeachment Trump: si dimette Volker, capo delegazione Usa in Ucraina

L'inviato speciale Usa mise in contatto il presidente Zelensky con Giuliani. L’avvocato «Pronto a testimoniare al Congresso»


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Un’immagine di Rudy Giuliani e Donald Trump del novembre 2016 presso il Trump International Golf Club (foto Epa)

2' di lettura

Cade la prima testa nell'Ukrainegate. Kurt Volker, l'inviato speciale Usa in Ucraina, si è dimesso un giorno dopo la diffusione della denuncia di uno 007-talpa sulla telefonata in cui il presidente americano Donald Trump chiese a quello ucraino Volodymyr Zelenskyj di indagare i Biden e sul tentativo di insabbiarla. Lo riferisce la Cnn. Volker, citato nella denuncia, mise in contatto l'avvocato personale del tycoon, Rudy Giuliani, con un alto collaboratore del leader ucraino. Intanto i democratici Usa accelerano sull'impeachment di Trump: i capi d'imputazione potrebbero essere redatti entro la fine di ottobre.

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L’avvocato del tycoon
Il legale di Donald Trump, Rudolph Giuliani, si è detto pronto a testimoniare davanti al Congresso ui suoi incontri con dirigenti ucraini, nell'ambito dell'indagine di impeachment sul presidente Usa. “Vorrei testimoniare e raccontare la mia storia” ha detto alla corrispondente Usa dell'emittente britannica Sky News Uk, Cordelia Lynch, aggiungendo che il presidente “non ha fatto proprio nulla di sbagliato”. In precedenza Giuliani aveva detto di non voler testimoniare senza il permesso di Trump.

Dopo la telefonata 'galeotta' fra Trump e il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, Giuliani avrebbe incontrato a Madrid uno dei consiglieri del presidente ucraino, Andriy Yermak. Secondo quanto riferito dallo 007 che ha denunciato la vicenda, avrebbe poi incontrato procuratori ucraini.

La versione di Giuliani
“E' stato il Dipartimento di Stato a chiedermi di farlo”, racconta Giuliani, citato da Sky News Uk. Non conoscevo affatto Yermak. Il suo nome mi è stato dato da Kurt Volker (l'inviato Usa per l'Ucraina, ndr). Mi è stato chiesto di incontrarlo, e l'ho incontrato”. Poi “ho fatto un rendiconto a loro, a entrambi, su tutto ciò che avevo fatto e ho un bel sms che alla fine spiegava come sono onesto e chiaro. E lo sono”, ha aggiunto l'ex procuratore ed ex sindaco di New York.

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I limiti della testimonianza
Alla domanda della Lynch se intenda riferire al Congresso, Rudy Giuliani ha risposto: “Beh, ci sarebbero molti problemi. Vuole dire se voglio testimoniare e raccontare la mia storia? Certo. La sto raccontando. La mia storia l'avete sempre saputa. Non c'è niente che io possa riferire loro che non si possa leggere online. Fin dall'inizio, sono stato molto trasparente. Anche se ci sono cose su cui non posso testimoniare perché sono un avvocato”.

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