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Impegno su calo debito e pieno sostegno all’Ucraina, i biglietti da visita del governo nella trasferta Ue

Giovedì 3 novembre il presidente del Consiglio sarà a Bruxelles dove incontrerà il presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, quello della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Un passaggio delicato in vista del via libera alle nuove misure a sostegno di famiglie e aziende colpite dal caro energia

di Andrea Carli

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3' di lettura

Non saranno tanto, o non solo, le prime mosse del governo su giustizia, sicurezza a Covid a fare da biglietto da visita alla Giorgia Meloni, in occasione dell’imminente trasferta Ue, prima uscita “esterna” ed europea del nuovo esecutivo.

Giovedì 3 novembre il presidente del Consiglio sarà a Bruxelles dove incontrerà il presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, quello della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Un passaggio delicato in vista del via libera, venerdì 4 novembre, al quadro programmatico della Nadef. In quell’occasione il Governo approverà la relazione che sarà sottoposta al voto del parlamento per sbloccare la dote di risorse lasciata in eredità dall’esecutivo Draghi. Una volta ottenuto il via libera di Camera e Senato, la settimana successiva, si potrà portare in Consiglio dei ministri il nuovo provvedimento con le misure a sostegno di famiglie e aziende colpite dal caro energia, un quarto “decreto bollette”.

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Dopo Bruxelles, lunedì 7 e martedì 8 novembre Meloni parteciperà al vertice Onu dei Capi di Stato e di Governo COP27 a Sharm El-Sheikh. Martedì 15 e mercoledì 16 novembre sarà la volta del G20 a Bali.

Conti pubblici, Giorgetti: «Giù deficit e debito»

Intanto a fare da cornice agli incontri con i vertici Ue saranno soprattutto due dossier: conti pubblici e crisi in Ucraina. Nel primo caso, non sono passate inosservate a Bruxelles le parole del ministro dell’Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti, in occasione della 98esima giornata mondiale del risparmio organizzata dall’Acri. «Il nuovo Governo - ha spiegato il responsabile del Mef, in 1uella che è stata la sua prima uscita pubblica da titolare dei conti pubblici italiani - è orientato a confermare il proprio impegno nei prossimi anni a ridurre il deficit e il rapporto debito / Pil». Il ministro ha delineato la logica, che è quella di proteggere «la dignità e l’operosità dei cittadini e non la logica del debito e del sussidio».

Allo stesso tempo, Giorgetti ha posto l’accento su quello che allo stato attuale costituisce il problema numero uno, ossia la corsa dei prezzi, sospinta da quelli dell’energia. «A ottobre - ha sottolineato - l’inflazione dell’Area Euro ha raggiunto il 10,7%, mentre in Italia, in attesa dei dati consolidati, sta toccando il 12,8%, livelli elevati ma in linea con quelli di altre economie avanzate, questo si traduce nel riscaldamento dei prezzi che agisce sul risparmio in molteplici modi. Per scongiurare questi rischi occorre adottare politiche di rapido contrasto del fenomeno inflattivo in grado di frenare sì la crescita dell’aumento dei prezzi, ma soprattutto per evitare che tale crescita sia prolungata».

Crisi Ucraina, le rassicurazioni di Meloni sulla posizione Ue

Oltre al tema conti pubblici, a fare a cornice alla trasferta europea sarà la crisi in Ucraina. In questo caso le indicazioni di riferimento saranno invece quelle che il presidente del Consiglio ha espresso, l’ultima volta, in occasione della telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In quell’occasione, come ha chiarito una nota di Palazzo Chigi, Meloni «ha confermato il suo pieno sostegno alla causa della libertà del popolo ucraino, ha ribadito che la dichiarazione di annessione di quattro regioni ucraine da parte della Federazione Russa non ha alcun valore giuridico e politico e ha sottolineato il suo impegno per ogni sforzo diplomatico utile alla cessazione del conflitto». Nella sostanza, un attestato di sostegno alla linea che l’Unione europea ha adottato in occasione dell’aggressione dell’Ucraina da parte della Federazione russa. La presidente del Consiglio sarà comunque chiamata a muoversi con cautela. Le recenti affermazioni di Silvio Berlusconi - secondo il quale se l’Ue chiudesse i rubinetti degli aiuti militari, Kiev potrebbe convincersi a sedersi al tavolo con Mosca - rischiano di far partire in salita il rapporto tra il presidente del Consiglio e l’Ue. Uno scenario che l’Italia punta a evitare, considerato che gran parte del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, dipende da rapporti costruttivi con la commissione europea. A breve l’esecutivo dovrebbe dare il via libera a un sesto decreto Ucraina, e al conseguente invio di nuove armi a Kiev.

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