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Imperia e Bari le città con il clima migliore: per il bel tempo decisiva la vicinanza al mare

Aggiornato l’Indice del clima dei 107 capoluoghi di provincia, la graduatoria che prende in esame 10 parametri meteorologici nel decennio 2011-2021

di Michela Finizio

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3' di lettura

I cambiamenti climatici si riflettono nelle app meteo e non sempre ciò che è positivo per l’ambiente corrisponde con la nostra percezione del benessere climatico. Quando «è bel tempo» spesso significa che c’è sole, non piove e che la temperatura è mite, nonostante le poche precipitazioni e l’assenza di freddo intenso siano dannosi per l’ecosistema.

L’indice del clima del Sole 24 Ore, aggiornato con i dati climatici forniti da 3Bmeteo sul decennio 2011-2021, parte proprio da questo differente approccio ai fenomeni meteorologici: l’obiettivo della classifica utilizzata ogni anno nell’indagine della Qualità della vita è quello di raccontare in quale delle 107 città capoluogo si vive meglio, in base a dieci parametri che misurano le più frequenti condizioni di «bel tempo» e non le migliori condizioni ambientali.

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Le prime due classificate

Spiccano Imperia e Bari (la prima già al top nella precedente edizione pubblicata nel 2019 con i dati sul decennio 2008-2018), così come molte altre città che si affacciano sul mare, a conferma di come vivere nelle zone costiere garantisca un maggior comfort climatico rispetto alle aree interne.

Il buen retiro del ponente ligure, in particolare, si conferma una località con pochissime ondate di calore: a Imperia nel decennio preso in considerazione sono stati rilevati solo 34 sforamenti per più di tre giorni consecutivi oltre i 30°C, rispetto a una media nazionale di 186.

A Bari, invece, ci sono in media 8,5 ore di sole al giorno, contro una media di 7,9 nel resto delle città italiane; solo 151 giorni all’anno si segnalano per l’umidità relativa, pochissimi rispetto ai 240 di Belluno; la brezza, con 7,2 nodi medi giornalieri di vento nella stagione estiva, stempera le notti torride senza dover accendere i condizionatori.

Eppure sia Imperia che il capoluogo pugliese si distinguono anche per le scarse piogge: rispettivamente al primo e al quarto posto tra le 107 città capoluogo prese in esame per i pochi (solo 63 e 71) giorni annui in cui piove. Questo dato medio decennale oggi significa anche “emergenza siccità” e genera allarme nelle attività agricole e su tutte le reti locali di approvvigionamento idrico. Il non dover aprire l’ombrello, dunque, può migliorare lo stile di vita delle persone che abitano il territorio - per questo motivo nell’indice il parametro è considerato positivamente - ma allo stesso tempo diventerebbe un malus se la classifica prendesse in esame gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici e della siccità. 

Dalla top ten a Belluno sul fondo

Sul podio, al terzo posto, si conferma Pescara, seguita subito dopo da Barletta Andria Trani, Livorno, Brindisi, Catania, Catania, Ancona, Chieti e Trieste: il clima marino e le ore di sole, che nell’insieme rendono possibili passeggiate all’aperto con un indice di calore medio-basso e pochi eventi estremi, fanno salire questi centri nella top ten.

Dalla parte opposta, sul fondo troviamo Belluno, ultima per ore medie di sole al giorno (appena 6,6) e per giornate fredde (26,5 in media ogni anno con temperatura massima percepita minore di 3°C). Elevato anche il numero di giorni annui di pioggia, 106 con almeno 2 millimetri di precipitazioni cumulate. Così come l’umidità relativa, che prende in considerazione i giorni troppo secchi (0%) e quelli troppo umidi (>70%) e ne rileva 240 troppo secchi in estate o molto piovosa d’inverno.

Negli ultimi dieci posti della classifica, inoltre, si incontrano diversi centri della pianura padana: Pavia (ultima nella precedente edizione dell’indice pubblicata nel 2019), Alessandria, Cremona, Lodi, Piacenza, Asti, Lecco, Vercelli e Mantova. In particolare Alessandria e Pavia risultano i territori con più giornate di nebbia, più di 56 all’anno; Lecco è penalizzata dagli eventi estremi, 62 giorni con più di 40 millimetri di pioggia cumulata nel decennio, penultima dopo il record negativo di Verbano-Cusio-Ossola dove le “bombe d’acqua” rilevate sono state 81 nel decennio.

Le grandi città e i record

Tra le grandi città, Cagliari insegue la top ten all’11° posto e Roma si piazza al 22° posto, seguita da Genova (27ª), Venezia (31ª) e Napoli (34ª). Tutte le altre, invece, si incontrano nella seconda metà della classifica, ultima Milano al 91° posto.

Passando in rassegna gli indicatori, infine, altri record vengono segnati da città non di mare: Enna ha il più basso indice di calore; a Latina il minor numero di giorni freddi; Aosta spicca per minor nebbia; L’Aquila per l’assenza di eventi estremi nel decennio.

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