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Questo articolo è stato pubblicato il 27 aprile 2012 alle ore 06:48.

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CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (MN)
«Devo mandare i trattori dei miei allevatori davanti a Equitalia per sbloccare la situazione?». È una minaccia che ripete due volte nel giro di pochi minuti Fernando Sarzi, amministratore delegato di Sterilgarda, terzo produttore italiano di latte, dopo Parmalat e Granarolo, che come tutti gli operatori del settore è da sempre un grande creditore dello Stato, pagando il latte agli agricoltori con un Iva al 10% e immettendolo sul mercato con una al 4. «Ma oggi la situazione non è più sostenibile – avverte il Ceo, da 38 anni nell'azienda mantovana di Castiglione delle Stiviere, 285 milioni di fatturato e 270 dipendenti più altri 80 nell'indotto – maturiamo credito Iva al ritmo di 500mila euro al mese. Siamo arrivati a un totale di 16 milioni di euro. Ma mentre fino al 2011 nel giro di 5-6 mesi, 7 al massimo, si riusciva a rientrare del credito, oggi non vedo più un orizzonte. Sono andato personalmente in Equitalia la settimana scorsa e mi hanno risposto che soldi non ce ne sono».
Ai 16 milioni in ballo della casa madre si sommano, tra l'altro, gli 8 milioni di crediti Iva vantati dalla controllata (al 60%) Padania Alimenti di Casalmaggiore (Cremona), un big nel segmento private label per latte e panna freschi al 100% italiani, altri 110 milioni di fatturato e un indotto di un centinaio di addetti. «Il sistema-Paese sta penalizzando noi del lattiero-caseario che compriamo e valorizziamo il latte italiano, è un paradosso. Io capisco la crisi – sottolinea Sarzi – ma bisogna dare priorità alle aziende che investono e non prosciugarle della loro liquidità. Siamo arrivati al punto che non potremo più pagare a 30 giorni i nostri allevatori (130 tra Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, per un milione di litri di latte lavorati ogni giorno, ndr), un modo, fin qui, per spuntare anche prezzi migliori». Un ulteriore aggravio di cassa che si aggiunge al costo delle banche, «con cui abbiamo un ottimo rapporto, ma oneroso e cerchiamo perciò di limitarlo il più possibile, tenendo liquida l'azienda». Sterilgarda fino al 2010 faceva solo contabilità Iva annuale e vantava crediti fiscali per 5,8 milioni, di cui ancora non ha notizia. Dal 2011 – con il passaggio di competenze da Mantova agli uffici delle Entrate per i Grandi contribuenti di Milano, ha adottato la contabilità trimestrale, perché si ha la precedenza nei rimborsi Iva. Ma anche per i 6,5 milioni di crediti Iva dell'anno scorso (la metà già quietanzati) il Fisco non è stato in grado di fornire una scadenza di rimborso.
La preoccupazione di Sarzi è arrivata agli uffici di Assolatte. «Se Monti ci aiutasse, i segnali positivi di questi primi mesi del 2012 sarebbero migliori», aggiunge l'ad, che investe 6-7 milioni l'anno in innovazione e mira ad allargare l'export (oggi un 15%) grazie ai latticini freschi e a potenziare parallelamente sia la marca privata che il private label (che oggi si dividono equamente il giro d'affari della Spa). Sterilgarda, primo brand a portare sul mercato il latte microfiltrato Uht, presenterà al salone internazionale dell'alimentazione di Parma, Cibus, una nuova linea di succhi di frutta con un inedito packaging.
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Il monte crediti Iva maturati ogni mensilità
500mila Euro al mese
L'azienda conta su 270 dipendenti più altri 80 dell'indotto
285 milioni Il fatturato
LE PAGINE DEL SOLE SUI MANCATI RIMBORSI IVA

Sabato 21 aprile
L'inchiesta de Il Sole 24 Ore, iniziata sabato scorso, ha fatto emergere dati inquietanti: due aziende su tre subiscono il blocco, mentre nel primo trimestre 2012 è stata erogata, rispetto all'anno scorso, la metà dei crediti vantati (891 milioni)
Domenica 22 aprile
Emerge che per le imprese i tempi di attesa superano i due anni. Il settore più colpito è il lattiero-caseario, che subisce la discrepanza tra l'Iva pagata e l'Iva incassata. E con l'aumento delle aliquote, dicono gli imprenditori, la situazione peggiorerà
Martedì 24 aprile
Man mano che passano i giorni sale la protesta: aumentano le segnalazioni al Sole 24 Ore di aziende ancora in attesa dei rimborsi Iva in conto fiscale. Per il 2011 sono bloccati due rimborsi su tre, mentre quelli in conto fiscale sono calati del 17,5 per cento
Giovedì 26 aprile
Preoccupa un ulteriore aspetto: le aziende parte di multinazionali straniere faticano a far capire all'headquarter perché serva tanto tempo per rientrare di crediti che in Europa sono rimborsati in automatico. La conseguenza è il freno degli investimenti stranieri

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