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Questo articolo è stato pubblicato il 13 luglio 2012 alle ore 08:15.

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In un'epoca che sta divorando tutte le certezze a cui eravamo abituati, anche il mito del posto in banca è tramontato. Una volta simbolo dell'impiegato intoccabile, ben retribuito, con ricchi benefit e una ragionevole prospettiva di carriera all'interno dell'azienda, il bancario si trova oggi a condividere le incognite che assillano tutti i lavoratori del settore privato: stretta retributiva, riduzione dei privilegi, ristrutturazioni cui seguono trasferimento a sedi lontane e, sempre più spesso, tagli del personale.

L'origine di questa svalutazione del lavoro in banca precede di oltre 10 anni l'esplodere dell'attuale crisi ed ha ragioni legate alla radicale trasformazione del settore. Abituate ad operare all'interno di un mercato protetto, le banche italiane si sono trovate a fare i conti con la competizione internazionale e con l'ingresso di nuovi operatori autorizzati a svolgere operazioni finanziarie. Questo mutato scenario ha spinto i banchieri a rispondere esclusivamente agli azionisti ed ai grafici dei listini, mentre ancora alla fine del secolo scorso la banca rispondeva principalmente alle istanze della economia del territorio. Una volta la forza di una filiale era basata sulla fiducia fra bancario e correntista. Si dice che, in certe province, a chi si presentava in banca per un prestito il direttore chiedesse di vedere le mani, perché il lavoro personale era la prima garanzia di solvibilità. La tecnologia informatica, che ha consentito lo sviluppo di standard operativi internazionali, ha ridimensionato il ruolo e la professionalità del bancario, rendendolo sempre più frequentemente esecutore di procedure automatizzate. Negli ultimi 20 anni molte professionalità si sono quindi perse o sono state esternalizzate e le fusioni hanno reso eccedentaria una larga quota di dipendenti.

In questo scenario si nasconde, tuttavia, una opportunità di rinnovamento della professionalità del bancario. Il mercato del futuro è orientato alla vendita di nuovi prodotti finanziari. Basta entrare in una qualsiasi filiale per rendersi conto che i vecchi sportelli sono sempre di meno, mentre crescono i box per la consulenza ai clienti su come impiegare i loro risparmi. La trasformazione della professionalità del bancario è già iniziata. Chi oggi si avvia ad una carriera in un istituto di credito deve avere non solo particolari competenze economiche e finanziarie ma anche la capacità di guadagnarsi la fiducia del cliente. Fiducia che passa molto più per la qualità delle persone che rappresentano la banca che per una campagna pubblicitaria o un sito web.

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