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Questo articolo è stato pubblicato il 16 novembre 2012 alle ore 06:46.

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BRUXELLES. Dal nostro corrispondente
Nonostante il processo di liberalizzazione degli ultimi anni, l'Italia è tra i paesi europei che registra i prezzi dell'energia più elevati del continente. Anche per questo motivo, il commissario all'Energia Günther Oettinger ha raccomandato ieri agli stati membri di completare rapidamente il mercato unico in questo delicatissimo settore. Inoltre, l'uomo politico tedesco ha preannunciato nuove raccomandazioni in vista di una maggiore convergenza delle misure di sostegno alle fonti rinnovabili.
«Quando si parla di gas ed elettricità - ha detto ieri Oettinger - cittadini e imprese sono interessati da due cose: sicurezza dell'approvigionamento e prezzi ragionevoli. Due obiettivi più facili da raggiungere con un mercato unico funzionante». La Commissione chiede quindi ai paesi l'applicazione delle regole europee, un miglioramento della rete elettrica, un maggiore coordinamento nell'approvigionamento, e una liberalizzazione dei prezzi (solo nove paesi su 27 hanno prezzi non regolamentati).
In un lungo rapporto sulla situazione dell'Unione nel settore dell'energia, la Commissione ha elencato pregi e difetti dei vari paesi. All'Italia l'esecutivo comunitario raccomanda di migliorare la rete elettrica, per risolvere i rischi di congestione e rafforzare le connessioni con i paesi vicini. Per quanto riguarda il gas, la Commissione mette l'accento su una concorrenza limitata tra le aziende del settore, e sulla necessità per il paese di importare gran parte del suo fabbisogno (il 90% del totale).
Secondo le autorità comunitarie, l'Italia è il sesto paese con il prezzo dell'elettricità ai consumatori più elevato, dietro la Danimarca, la Germania, Cipro, il Belgio e la Svezia. La media europea è di circa 17 centesimi di euro al kWh, comprese le imposte, mentre il prezzo in Italia è di oltre 20 centesimi al kWh. Nel settore dell'industria, il prezzo dell'elettricità italiana supera i 22 centesimi al kWh (si veda anche il grafico in pagina), di gran lunga superiore alla media europea, che è poco sopra i 15 centesimi.
La Francia, che ha optato per l'energia nucleare, ha un prezzo dell'elettricità di circa 14 centesimi al kWh al consumatore finale e di 10 centesimi al kWh all'industria. Anche nel settore del gas, dove la concorrenza è "limitata" l'Italia è tra i paesi con il prezzo all'ingrosso più elevato. «Il mercato in questo caso non funziona ancora perfettamente - spiegava ieri un funzionario della Commissione -. Ci vuole tempo perché lo scorporo tra produttore di gas e operatore di rete produca benefici».
Come in altri paesi, le misure di liberalizzazione in Italia non sempre si sono tradotte in benefici concreti per i consumatori finali: «È importante l'applicazione pratica delle norme», spiega un funzionario della Commissione. Il tema dell'energia sta preoccupando non poco. L'associazione imprenditoriale tedesca Bdi ha appena preparato un rapporto sull'impatto che i prezzi stanno avendo sulla competitività di molte aziende europee. Secondo la Bdi, l'elettricità americana generata dal gas costerà 16 euro per MWh fino al 2020. Il prezzo in Germania salirà del 27% da 48 euro a 61 euro per MWh.
Infine, sul fronte delle energie rinnovabili Oettinger ha annunciato ieri che intende presentare raccomandazioni per rafforzare «il coordinamento e forse anche l'europeizzazione dei sistemi di promozione delle fonti rinnovabili». Molti paesi hanno usato fondi pubblici per sostenere il solare o l'eolico, in alcuni casi provocando delle bolle speculative, come per esempio in Spagna. Si calcola che vi siano oggi in Europa circa 170 diversi meccanismi di promozione delle energie rinnovabili. Oltre al pericolo bolle c'è il rischio di provocare distorsioni al mercato unico.
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