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Questo articolo è stato pubblicato il 07 dicembre 2012 alle ore 07:40.

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Prima che la logistica diventasse asset necessario per ogni tipo di business. Prima che il Far Est fosse scoperto come nuova frontiera dell'internazionalizzazione. Prima che la Piazza Mercato diventasse troppo stretta per ospitare venditori e buyer. Prima che scoppiasse il bubbone del credito alle imprese.

E prima ancora che l'ecotutela assumesse caratteri di ovvietà. Siamo a fine degli anni Settanta, nel 1977, quando qualcosa in più di quattro amici al bar, dodici esattamente, operatori commerciali tra i più dinamici tra quelli presenti nel triangolo di territorio a ridosso del porto commerciale partenopeo stipato già allora all'inverosimile, decidono, cogliendo l'intuizione del "futuro" cavaliere del lavoro Gianni Punzo, che è venuto il momento di abbandonare le strette mura di Napoli per trasferirsi a 18 chilometri di distanza. A Nola. Dove scelgono di mettere la prima pietra del Cis spa, centro commerciale specializzato nella grande distribuzione all'ingrosso. Primo mattone di quello che è adesso diventato un modello di sviluppo contemporaneo invidiato e copiato in tutte le latitudini, un sistema che via via, e sempre con una visione a lunga gittata, sommando anche l'Interporto per la logistica e il centro servizi Vulcano buono per il retail - oltre che impremere la spinta fondamentale per far nascere nel 2001 una banca, la Bps, e una impresa di trasporto ferroviario merci, Interporto Servizi Cargo con tanto di scalo ferroviario al servizio (stazione Nola Interporto) - rappresenta l'asse portante essenziale per collegare le principali realtà produttive del Mezzogiorno continentale al mercato globale.

In cifre
I numeri parlano chiaro: nel 1986, quando il Cis fu inaugurato, sul milione di metri quadrati disponibili vi si insediarono 320 aziende per 4mila occupati. Adesso l'assetto è completamente cambiato. Il "Cis-Interporto Campano-Vulcano buono" si estende su una superficie di 5 milioni di metri quadrati, con 1.000 aziende, 9mila addetti e all'incirca 7 miliardi di giro di affari complessivo. Assumendo i tratti del primo distretto del terziario avanzato d'Italia, un business park dove si integrano tutte le fasi della filiera logistico-distributiva ed ogni tipo di servizi: da quello ai trasporti a quello alle aziende e alle persone. Quando nel 1977, i dodici soci decisero di portare fuori dalle mura di Napoli tutto quello che la città non poteva più ospitare, dunque, non si trattò di una scelta di trasferimento delle attività commerciali e logistiche punto e basta. La visione fu quella di immaginare, gradualmente, di spostare i confini di Napoli attivando a Nola - in posizione baricentrica rispetto alle reti autostradali, all'aeroporto internazionale, ai collegamenti ferroviari collegati con l'Europa e ai porti del Centro-Sud - una serie di "servizi primari di città".

Le tre gambe
Dopo nove anni arrivò l'inaugurazione del Cis. Il taglio del nastro del più grande polo di distribuzione commerciale B2B d'Europa avviene nel 1986. Si contano 320 aziende specializzate in oltre 100 settori merceologici non alimentari distribuite su una superficie di un milione di metri quadrati. Attualmente, sono in media oltre 20.000 operatori che visitano il centro, che, innoltre, registra ogni anno l'ingresso di 130.000 mezzi pesanti e più di 2 milioni e mezzo di auto.
Nel 1999 parte l'avventura di Interporto Campano spa, a capitale interamente privato, concessionaria della Regione Campania per la progettazione, costruzione e gestione dell'interporto nel sito di Nola. Hub strategico del trasporto merci internazionale, l'Interporto Campano è ancora oggi l'unica struttura interportuale di rilevanza nazionale operativa nel Centro-Sud Italia, con un sistema logistico combinato tra trasporti su ferro, gomma, acqua e aria, integrando stoccaggio, movimentazione e manipolazione delle merci. Su oltre 3 milioni di metri quadrati di superficie, raggruppa 200 aziende (dai magazzini Seda di Antonio D'Amato ai megafrigoriferi utilizzati dal catering delle navi Msc di Gianluigi Aponte, fino allo spedizioniere Bartolini e ad uno dei grandi operatori internazionali della logistica come DB Schenker) per circa 2.500 addetti, un ufficio doganale "Napoli Terra" abilitato a tutte le funzioni, un polo del freddo con 200.000 metri cubi di magazzini frigorifero ed una stazione ferroviaria interna elettrificata con 13 binari che consente collegamenti giornalieri diretti con Milano, Monaco e Amburgo e con i principali porti del Sud Italia. Tale sistema ferroviario è integrato con il terminal intermodale gestito dalla società Tin (Terminal Intermodale Nola) controllata al 100% da Interporto Campano, che con 225.000 metri quadrati, 6 binari per la movimentazione merci ed un'area doganale di custodia temporanea, rappresenta il cuore dell'Interporto. La presenza della Stazione ferroviaria, ha dato l'imput per far nascere, grazie all'occasione della liberalizzazione del trasporto ferroviario in Italia, una impresa ferroviaria, Isc-Interporto Servizi Cargo, diventato uno dei principali player privato in Italia nel trasporto ferroviario delle merci. Oggi l'Interporto Campano è il settimo in Europa (secondo una classifica stilata dall'associazione tedesca che promuove lo sviluppo e la cooperazione tra interporti in Germania); l'unico a possedere - insieme ad una stazione ferroviaria interna - una società di treni merci privata (Isc appunto) che ha collegamenti operativi in Italia ed in Europa. Nell'area del già previsto ampliamento di Interporto Campano infine sono anche operative dal 2011 le Officine di Manutenzione di Ntv. Si tratta dell'unico impianto in Italia per la manutenzione dei 25 treni passeggeri Alstom Agv di ultima generazione. L'impianto è stato completato in 21 mesi con un investimento di 90 milioni di euro e circa 250 nuovi addetti.

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