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Questo articolo è stato pubblicato il 21 dicembre 2012 alle ore 08:21.

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La pasta Garofalo rilancia sullo sviluppo e su un marchio satellite appena acquisito, Russo di Cicciano.
Quest'anno la società gragnanese ha completato un investimento di 18 milioni per due nuove linee di produzione (che hanno incrementato la capacità di 40mila tonnellate l'anno) e ha recentemente rilevato, per 2,3 milioni, due nuovi terreni vicini allo stabilimento di via dei Pastai. Intanto è tutto pronto per lanciare il brand Russo di Cicciano acquistato, per 1,1 milioni, da un fallimento.
«Abbiamo una grande voglia di crescere – conferma Massimo Menna, ad del Pastificio Garofalo – e dopo vari tentativi di acquisire, negli anni scorsi, alcune aree attigue allo stabilimento alla fine abbiamo ripiegato sull'ampliamento delle linee investendo, nell'ultimo biennio, una ventina di milioni».
Ora che le aree ci sono è però necessario un Accordo di programma per poter pianificare lo sviluppo edilizio e la crescita dell'azienda. «Presto – aggiunge l'imprenditore – presenteremo all'amministrazione comunale un progetto per arrivare all'accordo di programma. Vogliamo programmare una crescita stabile e sana». I tempi per l'approvazione però sono mediamente di un anno. «Se otterremmo le autorizzazioni in tempi ragionevoli saremo felici, perché il nostro destino è in questo territorio. Altrimenti potremmo puntare anche a sviluppare la produzione nel Barese: abbiamo alcuni terreni a Corato». E infatti recentemente nella Srl barese Garpuglia, società di sviluppo immobiliare controllata da Menna, è entrata, con una quota del 50%, la Casillo Partecipazioni che fa capo al gruppo Casillo, big mondiale nell'import e nel trading di grano. Contestualmente alla cessione della quota è stato sottoscritto un aumento di capitale a 100mila euro. E il territorio gragnanese? Menna non nasconde il suo scetticismo per il distretto della pasta: «Il nostro patrimonio è la maestria nel saper fare la pasta, non c'è una materia prima o una tecnologia particolare. E le aziende hanno storie diverse, non sono tutte uguali».
L'anno scorso il Pastificio Garofalo ha realizzato un valore della produzione di 107 milioni, in crescita del +12%, un Mol di 13,7 milioni (13 l'anno prima) e un utile netto di 0,66 milioni contro i 3,3 dell'esercizio precedente. La redditività industriale (13%) è elevata ma sull'ultima riga del conto economico ha impattato una maxi perdita su crediti per 6,4 milioni (per anticipazioni e forniture) riconducibile al crack della salernitana Antonio Amato Molini e Pastifici. La produzione è stata di 100mila tonnellate e il 65% del fatturato è stato realizzato all'estero. A soli dieci anni dal lancio della marca Garofalo, la società gragnanese dichiara una quota di mercato del 4,2% a volume e del 6,4% a valore (dati Nielsen). «Quest'anno – commenta Menna – supereremo i 110 milioni di fatturato anche se il Mol sarà a una cifra ma dal 2013 torneremo a due». Poi l'imprenditore aggiunge: «Noi siamo in crescita ma il mercato italiano della pasta è in calo, a volume, dell'1,5 percento. Non si capisce: la pasta ha un vantaggioso rapporto qualità prezzo».
Nonostante la crescita accelerata («Siamo nati, quasi per caso, sugli scaffali di Esselunga»), Garofalo coltiva sempre nuovi progetti di crescita. Addirittura puntando su un marchio di medio livello. «Russo di Cicciano – esordisce Emidio Mansi, direttore commerciale di Garofalo – è un marchio che evoca napoletanità, dà sensazioni piacevoli ai consumatori campani. I primi test ci hanno sorpreso: sono stati molto positivi». Menna minimizza: «Il marchio lo abbiamo strapagato dal fallimento se si considera che era assente dal mercato da molto tempo. E lo conserviamo in portafoglio, sta lì». In realtà Mansi dichiara che l'obiettivo aziendale è di puntare «a una quota del mercato nazionale dell'1,5%, anche se il prodotto è rivolto al mercato locale».
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I NUMERI

110 milioni
Fatturato 2012
Il Pastificio Garofalo per quest'anno stima ricavi ancora in crescita, dopo il +12% del 2012. Il Mol scenderà dal 13% a una cifra, ma nel 2013 tornerà a due cifre
6,4%
Quota di mercato
A valore la quota di mercato di Garofalo è del 6,4% mentre a volume scende al 4,2%. Nel 2013 il lancio del marchio Russo di Cicciano
20 milioni
Investimenti
Nell'ultimo biennio sono stati investiti una ventina di milioni per la crescita delle linee di produzione e di un impianto fotovoltaico

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