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Questo articolo è stato pubblicato il 11 marzo 2013 alle ore 13:15.

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Bruno Buitoni - ImagoeconomicaBruno Buitoni - Imagoeconomica

È morto all'età di 89 anni l'industriale Bruno Buitoni, ultimo esponente operativo della dinastia che ha portato i Baci Perugina e la pasta italiana nel mondo, due icone dell'italian food. La parabola dei Buitoni, famiglia di origine toscana, iniziò nel 1827 a Borgo San Sepolcro, nell'allora Granducato di Toscana, quando Giovanni Battista e la moglie Giulia aprirono una piccola impresa di pasta artigianale, attività che proseguì con il nipote di Giovanni Battista, che nel 1907 fondò la Perugina.

Bruno Buitoni arrivò nel capoluogo umbro nel 1947, fresco di laurea, come aveva ricordato in un'intervista a Valore, trimestrale di Confindustria Umbria, «convinto di fare l'amministratore. Invece mio zio - aveva raccontato - mi mise nelle mani del capo del personale che scrisse: "seconda categoria". Il mio primo stipendio fu di 23mila e 700 lire. Ricordo che quando avevo cinque anni e vivevo a Roma davanti al nostro stabilimento, mio padre, Luigi Buitoni, entrò in camera mia alle sei e mezza, il giorno del mio compleanno. Mi fece alzare in fretta e affacciare alla finestra al cambio di turno in fabbrica, dicendomi: "Tu andrai a lavorare con loro per una decina di giorni". E così fu per molti anni durante le vacanze estive».
Bruno ha retto le sorti dell'azienda di famiglia prima che, nel 1985, le difficoltà finanziarie del gruppo ne imponessero la cessione, prima a Carlo De Benedetti e poi da quest'ultimo alla Nestlé.

Alla famiglia Buitoni è giunto ieri un messaggio di cordoglio dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Apprendo con commozione - scrive il capo dello Stato - la triste notizia della scomparsa di Bruno Buitoni, che con le sue capacità innovative ha contribuito allo sviluppo dell'industria e alla crescita economica del Paese». La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha sottolineato come Buitoni abbia portato i marchi «ai vertici dei mercati internazionali delle produzioni alimentari e dolciarie». Per il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali «Bruno Buitoni è stato protagonista della storia dell'imprenditoria perugina, erede di una tradizione familiare illustre».

In una nota, Confindustria Umbria ricorda che «se l'immagine di Perugia come città del cioccolato creativa e laboriosa è conosciuta in tutto il mondo, è soprattutto merito della straordinaria storia della famiglia Buitoni». Pur se non ha mai ricoperto la carica di presidente di Confindustria Perugia, preferendo che fosse affidata a rappresentanti di piccole imprese del territorio, Bruno Buitoni era comunque attivamente impegnato nell'associazione. «Esprimeva – ricorda il presidente di Confindustria Perugia Ernesto Cesaretti – una visione associativa autentica».

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