Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 15 aprile 2013 alle ore 11:00.

My24

Si va dal completamento del Corridoio 10 - da Salisburgo a Salonicco - alla ferrovia ad alta velocità Belgrado–Budapest. Dalle 317 centrali idrolettriche ai parchi eolici di Mozur e Krnovo. Molte sono le occasioni di business che la Serbia e il Montenegro offrono alle imprese italiane.

Con una buona notizia in più: la copertura finanziaria è assicurata non tanto dai budget statali alle prese con le secche della crisi del debito, ma da organismi internazionali come la Bei, la Bers, la Banca Mondiale, il Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo e l'Ipa, lo strumento di preadesione dell'Unione europea. Soltanto per la Serbia, il supporto istituzionale della Ue supera i 2,4 miliardi di euro.
E proprio i trasporti e l'energia sono i due obiettivi nel mirino della missione nei due Paesi balcanici organizzata da Confindustria, Ance e Anie con il supporto di Ice, Confindustria Serbia, le ambasciate e, per il settore energia, del Gse. Oggi a Belgrado più di 60 imprese italiane incontrano i potenziali partner locali nel settore dell'energia e visitano i siti di alcuni dei principali progetti infrastrutturali del Paese. Il tour in Serbia continuerà anche domani, mentre mercoledì la delegazione sarà a Podgorica, capitale del Montenegro, per una serie di incontri di approfondimento e di networking.
Il rafforzamento delle capacità produttive italiane in Serbia è il primo obiettivo: se per l'adesione alla Ue il percorso è ancora lungo, gli accordi di libero scambio con Russia, Turchia, area Cefta (Europa centrale), Bielorussia e i Paesi Efta rendono già oggi la repubblica balcanica una piattaforma strategica per la conquista dei mercati della regione. Nonostante la crisi, gli incentivi offerti dal Governo agli investitori esteri non sono venuti meno, compreso il sostegno alle assunzioni. Eppoi, appunto, ci sono i progetti di rilancio delle infrastrutture di trasporto e di quelle energetiche, sostenuti dall'impegno diretto delle istituzioni finanziarie internazionali. In particolare, il Piano generale dei trasporti prevede entro il 2027 investimenti infrastrutturali per un totale di 22 miliardi di euro, più 7,5 miliardi da destinare alla manutenzione delle strutture esistenti. Sul fronte energetico, invece, Belgrado ha concordato in ambito europeo di produrre entro il 2020 il 27% dell'elettricità da fonti rinnovabili, il che significa attrarre investimenti nel settore per circa due miliardi di euro.
Le occasioni alla portata delle nostre imprese dunque non mancano. Del resto, anche per l'ambasciatore italiano a Belgrado, Armando Varricchio, la via all'internazionalizzazione scelta dall'Italia in Serbia è il modello da seguire: quando a muoversi per primi sono i grandi investitori - imprenditoriali come Fiat, finanziari come Banca Intesa, UniCredit o Generali – tutto il Paese se ne avvantaggia, comprese le piccole imprese che si muovono in un secondo tempo. Germania docet. Non a caso in Serbia siamo i primi investitori e i secondi partner commerciali.
In Montenegro, l'Italia è di fatto assente nel settore più scoppiettante del Paese, vale a dire il turismo. Un comparto che invece ha attirato l'attenzione di grandi player: come l'egiziana Orascom, del magnate Sawiris, che nella baia di Lustica realizzerà 2.350 residenze, sette alberghi, un porto, un campo da golf e un centro commerciale; come la State Oil company dell'Azerbaijan, che costruirà alberghi nell'ex area militare di Kumbor, o come la Diar del Qatar, che si è aggiudicata l'area costiera di Plavi Horizon. «In compenso, l'Italia è ben presente nel comparto energia, grazie agli investimenti di Terna e A2a», ricorda Erich Cossutta, presidente di Confindustria Serbia ma anche managing director di Ocean, il consorzio che gestisce i servizi marittimi nel porto di Bar, lo stesso utilizzato dalla Fiat per la distribuzione delle sue auto costruite in Serbia.
Anche in Montenegro Bei e Bers sono impegnate in prima fila nello sviluppo delle infrastrutture energetiche e dei trasporti. E l'Italia ha espresso la sua disponibilità a investire 5 miliardi di euro nell'energia.

Commenta la notizia

Ultimi di sezione

Shopping24

Dai nostri archivi