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Questo articolo è stato pubblicato il 05 maggio 2013 alle ore 08:16.

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ROMA
Mobilità volontaria e incentivata, contratti di solidarietà difensiva, possibilità di passare dal full time al part time. E ancora: riformulazione del premio di risultato e innovazioni sul versante del welfare aziendale. Questi i punti cardine dell'accordo che porta al superamento della procedura di mobilità apertasi a marzo per i 700 esuberi di Vodafone, società di telecomunicazioni che a livello nazionale dà lavoro a 7.600 persone.
L'intesa è stata sottoscritta presso la sede di Unindustria Roma nella notte tra venerdì e ieri, dopo 40 ore ininterrotte di trattativa. Ratifica ministeriale attesa per domattina. Una partita complessa, conclusasi con la firma delle segreterie nazionali di Slc, Fistel e Uilcom nonché con il placet del coordinamento nazionale delle rsu. Complessa e concitata: le rappresentanze sindacali degli stabilimenti di Milano e Napoli non hanno infatti firmato i verbali, ribadendo il loro atteggiamento polemico nei confronti del piano di riorganizzazione che aveva reso necessarie, nelle sedi in questione, due assemblee perché la vertenza si sbloccasse. Ma si tratta solo di dissenso politico: sulla base dell'accordo interconfederale 28 giugno 2011 il volere della maggioranza delle rsu dà pieno mandato al raggiungimento di un'intesa. Quella cui si approda per Vodafone appare quanto mai articolata: azienda e sindacati hanno sottoscritto un accordo quadro e ben quattro accordi tematici a fare da corollario su temi quali incentivi economici alle uscite, novità normative, premio di risultato e una tantum da mille euro lordi sul Pdr pregresso.
La via maestra per la gestione degli esuberi è rappresentata dalla mobilità volontaria e incentivata: il benefit per chi esce può variare dalle otto alle 36 mensilità a seconda della tempistica di adesione al piano. Chi accetta la ricollocazione in società terze avrà un incentivo che varia dalle 24 alle 28 mensilità. Chi non accetta la mobilità volontaria verrà inquadrato a livello immediatamente inferiore. Per 40 full time equivalent ci sarà la possibilità di passare al part time da 20 ore settimanali, mentre per 10 full time equivalent è previsto il passaggio al part time da 30 ore settimanali. Sempre dietro incentivo. Si interviene poi con i contratti di solidarietà (-30% dell'orario mensile o settimanale) per 396 addetti delle aree affari istituzionali, finance, direzione affari generali e sicurezza. Tre i punti dirimenti che hanno sbloccato la vertenza: garanzie occupazionali, premio di risultato e delocalizzazioni. Sul primo fronte, per tutta la durata del piano (fino ad aprile 2016) non ci saranno altri interventi sull'occupazione. Sul versante Pdr, vengono ridefiniti i criteri di calcolo per il triennio e, in via innovativa, il premio sarà messo in relazione con il programma di welfare aziendale attraverso benefit riguardanti sanità, istruzione e previdenza integrativa. Per quanto riguarda le delocalizzazioni, c'è l'impegno dell'azienda a riequilibrare gradualmente i volumi di attività svolte all'estero con quelle affidate ai call center nazionali.
Più che varare un semplice piano di riduzione di costi del personale, Vodafone – già artefice nei mesi scorsi di tagli ai bonus dei propri manager – porta a casa un risultato più ambizioso: una riorganizzazione complessiva dei trattamenti economici e normativi che passa anche attraverso l'obbligo di godimento delle ferie entro l'anno solare di maturazione. Per Giorgio Serao di Fistel «l'accordo mette l'azienda in condizione di portare avanti il piano di investimenti da 900 milioni l'anno che ci ha annunciato. Intesa sofferta ma fondamentale, considerando il momento difficile che attraversa l'intero settore». Salvo Ugliarolo di Uilcom, in ultimo, sottolinea «l'importanza delle garanzie offerteci per la riduzione delle delocalizzazioni».
@MrPriscus
© RIPRODUZIONE RISERVATA L'impatto della ristrutturazione sull'organico Vodafone
Gli esuberi
Sono complessivamenye 700 gli esuberi previsti dal nuovo piano dell'azienda. I tagli saranno gestiti
attraverso contratti di solidarietà (per 396 addetti) e con un benefit all'esodo che potrà variare
dalle otto alle 36 mensilità
Le garanzie
L'azienda si è impegnata
a non varare altri interventi sull'occupazione per tutta
la durata del piano, vale a dire fino ad aprile 2016. Inoltre, l'accordo comporta anche una riformulazione del Pdr aziendale

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