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Questo articolo è stato pubblicato il 11 giugno 2013 alle ore 06:48.

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Il Veneto fa scuola nella lotta alla burocrazia. Prima regione in Italia, è stata scelta dai ministeri di riferimento (Sviluppo economico e Semplificazione) per fare da capofila nella semplificazione.
Ieri la firma del protocollo d'intesa fra Regione e Confindustria Veneto che definisce le modalità di cooperazione mirate a potenziare l'operatività degli Sportelli unici per le attività produttive. Uno step che completa il disegno avviato lo scorso ottobre, con l'accordo siglato con Unioncamere. Il progetto sperimentale coinvolge già 485 comuni (sui 581 totali) della regione. L'avvio, per la prima volta in Italia, di un sistema degli sportelli unici ha l'obiettivo – frutto di un apposito accordo ministeriale – di dare alle imprese una graduale riduzione dell'utilizzo delle pratiche cartacee per arrivare ad una modalità esclusivamente telematica. Tempi ridotti, quindi, per istruire una pratica, ma anche risposte certe da parte delle istituzioni, in ogni settore produttivo legato alla concessioni di autorizzazioni e pareri dai diversi soggetti (Arpav, Ulss e altro).
«La burocrazia è una emergenza nazionale – denuncia il governatore Luca Zaia – Se 700 imprese venete hanno deciso di delocalizzare, non è solo per sfuggire alla pressione fiscale, che ormai ha raggiunto livelli inaccettabili, ma per avere un quadro di riferimento certo». E Roberto Zuccato, presidente degli industriali, sottolinea «la necessità di dare una visione e una speranza alle imprese. La direzione era chiara da anni, finalmente si compie un passo concreto, verso un futuro di completa informatizzazione delle pratiche».
La sperimentazione inizierà da comuni "incubatori": Treviso, Mira, il comprensorio del Camposampierese, Spinea, Martellago, Legnago e Sandrigo. Dall'edilizia all'ambiente, si potranno così definire procedure comuni, collaudate: la stessa domanda, in sostanza, dovrà ricevere la stessa risposta, «idealmente in un giorno – dice l'assessore alle Attività produttive Maria Luisa Coppola – Non accadrà più di presentare una documentazione e di riceve poi continue richieste di aggiornamento».
Meno burocrazia significa anche un fattore di attrattività nei confronti di investitori esteri: «Una multinazionale straniera ha contattato la regione – annuncia Zaia –: vogliono investire qui, creare 400 posti di lavoro, ma chiedono un cronoprogramma certo, la casa madre non vuole rischiare. Faremo di tutto per non perdere questa occasione, useremo anche il lanciafiamme contro l'ufficio complicazione affari semplici che avvelena la vita ai cittadini e alle aziende».
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