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Questo articolo è stato pubblicato il 30 agosto 2013 alle ore 06:48.

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Fiducia delle imprese ai massimi

Un altro passo in avanti del clima di fiducia delle imprese e la speranza che si rafforzi la prospettiva di uscire dal tunnel della recessione entro breve.
Ad agosto, secondo le rilevazioni Istat, aumenta ancora la fiducia delle imprese, con l'indice che sale a 82,2 punti dai 79,8 di luglio e toccando il massimo dall'agosto del 2012. Si segnalano progressi per la manifattura, per il commercio al dettaglio (entrambi al top da dicembre 2011) e i servizi di mercato. In lieve calo le costruzioni.
Già a luglio i ricercatori dell'istituto di statistica avevano registrato una maggiore fiducia delle imprese e ora parlano di «dati in linea con quelli europei e con le prospettive di ripresa».

In dettaglio, per le imprese manifatturiera l'indice passa da 91,8 a 92,9 con giudizi degli ordini in miglioramento e attese di produzione in leggero calo. Per le costruzioni la fiducia scende di un pelo, da 76,5 a 76,1, mentre migliorano le attese sull'occupazione e sono stabili i giudizi sugli ordini. Per le imprese dei servizi, invece, l'indice cresce in modo sensibile da 75,7 a 79,7 con giudizi sugli ordini in forte crescita. E, nel commercio, infine, c'è un marcato aumento della fiducia da 82,7 a 85,9 punti, risultato di un sensibile miglioramento della grande distribuzione e di uno inferiore nel commercio tradizionale.

«I dati Istat – commenta Sergio De Nardis capo economista di Nomisma – indicano che la flessione dell'economia è andata esaurendosi nel corso dell'estate. E per questo potremo finalmente iniziare a vedere tra il terzo e quarto trimestre variazioni dell'attività economica in territorio positivo. La ripresa però si annuncia lenta. Le imprese sono frenate da una domanda interna per consumi che non decolla e non scontano la creazione di nuovi posti di lavoro».
Gli impenditori confermano il miglioramento? «Per ora nell'edilizia prevale la stasi – esordisce Paolo Buzzetti, presidente dei costruttori Ance – ma, indubbiamente i provvedimenti varati in questi mesi dal Governo, dalle anticipazioni ai mutui fino al pacchetto casa, sono il segnale di un'attenzione all'edilizia che non potrà che generare fiducia e facilitare il riavvio di un settore trainante dell'economia».

«Non ho ancora dati certi – dice Claudio Luti, presidente di Kartell (198 milioni di ricavi e 31% di Mol)– sento parlare di "ripresina" ma credo che per l'Italia e l'Europa ci vorrà ancora del tempo prima di uscire del tutto dal tunnel della crisi. In luglio però la mia azienda ha registrato un balzo del 12% delle vendite, ma tenga conto che il 75% dei ricavi li realizziamo sui mercati internazionali». Budget per il 2013? «Stabilità di fatturato in Italia - risponde l'imprenditore lombardo – e crescita all'estero, in particolare sui mercati lontani, dagli Usa al Far east. Certo operazioni complesse ma è una strada obbligata se ci si vuole affrancare da un mercato europeo asfittico. Ho appena concluso un accordo commerciale con un partner arabo per servire bene gli Emirati e anche in Cina abbiamo una jont venture ma i cui frutti li vedremo a partire dal 2014».

Diverso il discorso nella robotica e automazione. «Gli ordini in Italia sono in stand by – sostiene Alfredo Mariotti, dg di Ucimu – Dopo la reintroduzione della legge Sabatini (si dilaziona il pagamento del bene e a un tasso agevolato ndr) a partire dal prossimo gennaio si attende il regolamento attuativo. Quest'attesa dei benefici ha finito per rinviare gli ordini e se non si fa in fretta rischia di ritorcersi contro». Poi i costruttori sono in attesa in settembre anche di Emo Hanover 2013, la rassegna mondiale del settore «a cui gli italiani – aggiunge Mariotti – partecipano in forze, siamo secondi dopo i tedeschi, e naturalmente ci si aspetta visite e firme di contratti. Insomma una boccata d'ossigeno, anche per contrastare i segnali di rallentamento che si manifestano dalla Cina all'India alla Germania».

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