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Questo articolo è stato pubblicato il 04 ottobre 2013 alle ore 07:29.

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(Foto dal sito: www-mandarinaduck.com)(Foto dal sito: www-mandarinaduck.com)

A metà degli anni '80 non c'era ragazzina che non portasse sulle spalle uno zainetto Mandarina Duck: era Utility e costava, circa 90mila lire. Era uno status symbol giovanile di quella generazione di paninari che oggi hanno 40 anni e all'anatra mandarina (specie che realmente vive sulle sponde del fiume Ussuri, tra Russia e Cina) portata assieme alle felpe Best Company e ai jeans con le toppe Naj Oleari ha sostituito shopping bag e tailleur pantaloni.

La storia del costume di quella generazione edonista che scopriva McDonald e il ketchup rispecchia nella sua evoluzione quella del marchio fondato vicino a Bologna, nel 1977, dai cugini Paolo Trento e Pietro Mannato.

Così oggi Mandarina Duck, proprio come i quarantenni che ne decretarono il successo, naviga nelle acque melmose di una crisi che in due anni ne ha quasi dimezzato il fatturato e che sembra essere la maggiore responsabile della possibile chiusura dello storico stabilimento di Cadriano in cui lavorano 52 dipendenti.

La cronaca economica recente data al 2011 l'acquisizione del brand da parte del colosso coreano E-Land, in quell'anno il fatturato fu di 31 milioni di euro, non una cifra da capogiro, ma quasi un sogno rispetto a quello del 2012 che è stato di appena 20. E per il 2013 le stime sono ancora al ribasso.

La soluzione ipotizzata dai coreani, che ha fatto inferocire i sindacati, è la chiusura dello stabilimento bolognese, la dichiarazione di esubero di 22 dipendenti e il trasferimento nella sede di Milano di 15 persone dell'ufficio stile e del commerciale. Ancora da capire il destino degli altri 15 lavoratori.

Intanto in Provincia è stato aperto l'ennesimo tavolo di crisi che vede seduti sui lati opposti proprietà e sindacati e al centro l'assessore alle Attività Produttive, Graziano Prantoni, che tenta una mediazione. Il primo spiraglio, sul quale non ci sono dettagli, è lasciato intravedere dal segretario provinciale della Filctem-Cgil, Giacomo Stagni, che poche ore fa ha annunciato che «è ripresa con qualche buona prospettiva la trattativa con la proprietà. La vertenza proseguirà ad oltranza per continuare a discutere di alcune prospettive che paiono aprirsi».

Ed è curioso, che due marchi che hanno fatto la storia della moda e che da Bologna sono partiti alla conquista del mondo, ottenendo la consacrazione in quei folli anni '80, 30 anni dopo siano accomunati dalla malinconia di una crisi che ne ha eroso le fondamenta: La Perla e Mandarina Duck. Di quegli anni '80 non è rimasto che un ricordo ormai passato di moda, sepolto nel fondo di un armadio.

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