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Questo articolo è stato pubblicato il 26 giugno 2014 alle ore 17:43.

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Un sistema di incentivazione al risparmio energetico che possa essere applicato al comparto del trasporto marittimo, utilizzando il meccanismo dei certificati bianchi (noti anche come Tee, cioè Titoli di efficienza energetica), già in vigore in Italia dal 2004. A proporre questa soluzione sono gli operatori del settore, riuniti nel Green shipping summit, meeting curato da Ecba Project (società di consulenza specializzata nell'analisi costi-benefici di progetti e politiche di investimento) in collaborazione con Confitarma e Assoporti, svoltosi a Napoli, nell'ambito della Naples shipping week. Ossia la settimana (23-28 giugno) dedicata al settore marittimo, organizzata da Clickutility Team e Propeller Club Napoli.

L'obiettivo dei partecipanti al Green summit è di fare in modo che il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, inserisca nel dlgs sull'efficienza energetica, che intende recepire la direttiva europea 27/2012, un riferimento al fatto che la norma riguardi anche il trasporto marittimo. Insomma, spiega Andrea Molocchi, al vertice di Ecba, "vorremmo che il decreto mettesse in chiaro che lo shipping può usufruire dei Tee o, comunque, rinviasse a un successivo regolamento specifico, orientato in quella direzione e pensato ad hoc per il trasporto marittimo".
La compagnie di navigazione, infatti, dice Molocchi, "sono disorientate nel valutare gli investimenti necessari per uscire dalla crisi: non hanno elementi sufficientemente chiari per decidere a quali specifiche tecniche e ambientali debbano rispondere le nuove navi; una scelta particolarmente difficile, dovendo evitare il rischio che le navi possano andare fuori mercato facendo crollare il valore patrimoniale delle imprese".
Anche l'Ue su questo versante latita. Quando, infatti, la Commissione europea, prosegue Molocchi, "si è trovata nelle condizioni di promuovere misure in grado di abilitare l'industria europea a ridurre le emissioni di Co2, attraverso la promozione di un approccio orientato all'efficienza energetica e all'innovazione tecnologica e gestionale, si è concentrata sui settori "terrestri", dimenticandosi completamente dell'esistenza e delle necessità del trasporto marittimo. Il riferimento è ovviamente alla direttiva 27 del 2012. Questo provvedimento, infatti, non spende una parola sull'efficienza energetica nei porti, nella logistica e nei trasporti marittimi".
Oggi, aggiunge Molocchi, "con lo schema di dlgs di attuazione della direttiva, in discussione nel parlamento italiano, ci troviamo nella medesima situazione a livello nazionale. Per le compagnie di trasporto sarebbe il momento opportuno per adottare innovazioni tecnologiche e gestionali orientate alla riduzione dei consumi senza sacrificare il livello del servizio. Questo sarebbe attuabile attraverso misure di efficienza energetica, capaci di migliorare la competitività del settore. Ma anche a livello nazionale, come a livello europeo, si constata l'assenza di proposte in quella direzione".
Eppure, afferma Molocchi, "l'Italia ha un meccanismo efficace di promozione dell'efficienza energetica basato sui Tee e su obblighi di risparmio a carico dei distributori di energia elettrica e gas. I progetti per i Tee nel settore dei trasporti sono, in linea di principio, ammessi: dato che il settore marittimo ha le sue specificità "di confine", è necessario chiarire le condizioni di accesso a questo meccanismo da parte dei progetti di efficienza energetica riguardanti le navi. Perché, quindi, non prevedere la possibilità di un decreto ministeriale volto a definire le specificità del settore in una seconda fase attuativa?".
In effetti, con una serie di migliorie hi-tech a sistemi di propulsione e timoni, le navi attualmente in circolazione potrebbero, riporta uno studio di Ecba, avere notevoli risparmi di carburante. Una portacontainer da 500 teu (contenitori da 20 piedi) ridurrebbe le spese da 190mila a 500mila dollari l'anno; una unità Ro-ro da 750mila a 1,6 milioni e una cisterna da 400mila a 1,05 milioni. Ma alcune di queste migliorie tecniche sono piuttosto costose e gli armatori, col meccanismo dei certificati bianchi, sarebbero certamente più incentivati ad apportarle. Una tonnellata di carburante, afferma Molocchi, "ha un valore di circa 450 euro. Quindi, per un progetto di efficienza energetica che genera un risparmio di una tonnellata, il beneficio economico è di 450 euro. Il valore medio dei Tee, poi, è di circa 120 euro a tep (tonnellata equivalente di petrolio risparmiata, ndr). Dunque, per ogni tonnellata di petrolio che si risparmia, il premio che incentiva il progetto di efficienza energetica è di 120 euro".

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