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Questo articolo è stato pubblicato il 24 luglio 2014 alle ore 16:34.

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Per la prima volta, nella nomina del Cda, è stato applicato il criterio introdotto dalla legge Golfo-Mosca per il rispetto delle "quote rosa". Così come, fatto mai accaduto in passato, uno dei consiglieri coincide con un direttore della Regione Piemonte. Per questo, saranno Annalisa Genta (avvocato, già nell'organismo di vigilanza di Finpiemonte Partecipazioni) e Giuseppe Benedetto (direttore delle Attività Produttive di piazza Castello, probabilmente prossimo al pensionamento) ad affiancare Fabrizio Gatti nel triennio 2014-2017 alla guida di Finpiemonte Spa. A sua volta, quest'ultimo (un passato in Expo Piemonte e già vicepresidente di Finpiemonte) è stato confermato nel ruolo di presidente, dopo essere subentrato in questa carica a Massimo Feira nel novembre del 2012.

La riunione di oggi della finanziaria regionale, a cui ha partecipato anche l'assessore alle Attività produttive, Giuseppina De Santis, è servita anche per l'approvazione del bilancio di esercizio 2013, ratificato all'unanimità: la chiusura è in positivo, con oltre 10 milioni di ricavi e un utile netto di poco inferiore ai 300 mila euro. Nel 2013 Finpiemonte ha erogato agevolazioni per oltre 324 milioni a circa 6.400 beneficiari sul territorio piemontese: in media è stato aperto un bando ogni tre settimane, a sostegno del tessuto economico della regione e in ambiti disparati, che vanno dai progetti in ricerca e sviluppo, agli interventi in materia di risparmio energetico, a quelli per la reindustrializzazione e l'internazionalizzazione delle imprese locali.

Significativo un dato: il 20% delle erogazioni effettuate è stato disposto con provviste della Banca Europea degli Investimenti. «I fondi Bei – spiega, infatti, Fabrizio Gatti - sono rivolti essenzialmente a progetti di investimento delle Pmi e costituiscono un'importante fonte di diversificazione, cui strategicamente puntiamo per ridurre la dipendenza dalle disponibilità del bilancio regionale per supportare le misure di finanza agevolata. Più in generale, crediamo che nell'attuale congiuntura Finpiemonte non possa limitarsi alla sola funzione strumentale di erogatore di agevolazioni pubbliche, ma debba tendere sempre più al ruolo di facilitatore nell'interlocuzione fra le istanze del territorio e i grandi investitori e operatori istituzionali».

Le agevolazioni pubbliche, in questo scenario, devono agire come stimolo per nuovi investimenti. Così già nel 2013. «L'effetto leva complessivo per il totale delle agevolazioni erogate – spiega l'ente - è stato pari a 6,44, ovvero per ogni euro speso di risorse pubbliche sono stati attivati 5,44 euro di investimenti privati».

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