Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 29 luglio 2014 alle ore 11:13.

My24

Il nome in codice è «Giorgio». È la piattaforma con la quale Fiat, come ha annunciato lo scorso maggio a Detroit lo stesso amministratore delegato Sergio Marchionne, si prepara a rinnovare l'intera offerta Alfa. Un segnale importante per la filiera della fornitura italiana. E le prime risposte non si sono fatte attendere. «Abbiamo acquisito una grossa commessa sul territorio nazionale – ha spiegato ieri il presidente del gruppo Omr Marco Bonometti –: l'Italia sta tornando a fare auto importanti».

Il riferimento a Fiat, pur se non esplicitato, è scontato. Omr, realtà da circa 600 milioni di fatturato (produce componenti come telaio, piantoni sterzo, assali, basamenti, teste, coppe olio, scatole cambio) ha ottenuto con il Lingotto «una commessa da 60-70 milioni all'anno per 10 anni – spiega Bonometti». Per sostenere questo ordine, Omr annuncia «investimenti per 35 milioni, e l'assunzione di 200 persone in tutta Italia, ma soprattutto al Sud, dove si concentreranno queste produzioni». Con «Giorgio» Fiat investirà, secondo fonti sindacali, soprattutto nei poli di Cassino e Mirafiori.

Nel Lazio, in particolare, Fiat ha fermato a luglio la produzione di Delta e Bravo, e ha spostato la Giulietta sulla linea della vecchia Croma, allo scopo di «liberare» le linee per il debutto della berlina Giulia, la prima del nuovo corso. Circa 400mila vetture l'obiettivo di produzione al 2018: il target è l'alta gamma (dalle compatte alle speciali, compresi i Suv) l'unico segmento che, in un mercato europeo dell'automotive in ripartenza, offre marginalità significative per i produttori.

Per fornire adeguatamente queste produzioni servono però qualità e processi aggiornati. Omr ha rilevato da pochi mesi, in provincia di Modena, la fonderia Scacchetti, definita da Bonometti «un tassello importante in un mercato dell'automotive che va nella direzione di un sempre maggiore alleggerimento dei pesi». La Scacchetti, che sarà ora ampliata, realizza getti di alluminio con fusione in terra: «Con questa produzione – spiega Bonometti – forniremo le supercar di tutta Europa: il 12 cilindri Lamborghini, Bugatti, Bentley, Volkswagen, Audi».

Il passo verso i nuovi progetti Fiat (di cui Omr è partner storico da anni), è breve: «Giorgio», secondo indiscrezioni, sarebbe stato concepito dagli ingegneri del Lingotto proprio nel modenese. «L'Italia – dichiara Bonometti – è il miglior posto per produrre automobili a valore aggiunto. La filiera italiana, però, deve crederci e continuare a investire per migliorare la qualità della produzione. Per supportare quest'ultima commessa ho faticato a trovare subfornitori adeguati, qualificati rispetto alle esigenze del mercato». Ma non c'è solo Scacchetti. Il gruppo bresciano (circa 3mila i dipendenti), allo scopo di fornire le componenti alla piattaforma Alfa («dal telaio al motore» dice Bonometti), rafforzerà tutta la rete produttiva (al Sud possiede uno stabilimento ad Atessa, dove lavorano 50 addetti): «L'obiettivo – spiega il presidente del gruppo – è essere operativi a partire dal 2015».

Omr chiude con 578 milioni di ricavi, ammortamenti per 30 e un utile di circa 30 milioni. L'azienda possiede 16 siti produttivi, di cui 10 in Italia e 6 (in Marocco, Usa, India, Cina e Brasile) all'estero. Nel portafoglio clienti trovano spazio tutte le principali case automobilistiche (storica la partnership con Ferrari), per le quali l'azienda bresciana fornisce principalmente componentistica per motore e telaio. Recentemente il gruppo ha ottenuto ordini per Maserati e per il motore Gm (Europa, Usa, India e Cina). Infine, Omr si conferma fornitore mondo di Chrysler. Oltre al maxi-investimento a supporto di Fiat, il gruppo ha per il 2014 un piano per «altri 15 milioni tra Brasile e negli Usa» spiega Bonometti, che è anche presidente dell'Associazione industriale bresciana (Aib): a Indianapolis l'azienda sta realizzando un nuovo stabilimento, atteso a regime a fine 2015.

GLI IMPEGNI
Sul Sole 24 Ore del 26 luglio il resoconto della presentazione a Palazzo Chigi della prima Jeep prodotta da Fiat in Italia, a Melfi. Il presidente John Elkann, in quell'occasione, ha sottolineato «l'orgoglio di dimostrare che Fiat Chrysler Automobiles avrà una presenza sempre più forte in Italia». È attesa per venerdì 1 agosto l'assemblea straordinaria – l'ultima dei soci Fiat a Torino dopo 115 anni – che sancirà la fusione di Fiat con Chrysler e la denominazione ufficiale di Fca.

Commenta la notizia

Ultimi di sezione

Shopping24

Dai nostri archivi