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Questo articolo è stato pubblicato il 30 luglio 2014 alle ore 06:38.

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Dopo la campagna di Russia Zuegg punta sugli Stati Uniti. «Puntiamo ad aprire uno stabilimento nel nord degli Stati Uniti, non lontano dal confine canadese – dichiara Oswald Zuegg, ad e proprietario –. Abbiamo avuto contatti con tre Stati e alcuni emissari sono volati a Monaco di Baviera per convincerci ad accettare. Abbiamo anche presentato le nostre confetture a Wal Mart e hanno riconosciuto che è un prodotto di eccellenza».
L'opzione americana è allettante: incentivi e burocrazia zero. Il prossimo passo? «Dobbiamo scegliere tra varie opzioni – risponde l'imprenditore 65enne – tra cui anche quella di individuare un partner già operativo con cui ampliare il business. L'unica condizione irrinunciabile rimane quella della disponibilità del campo intorno all'impianto di trasformazione». Zuegg però non investirà negli Stati Uniti i 35 milioni dell'impianto russo di Afanasovo. «In Russia non c'era niente intorno allo stabilimento – sottolinea l'imprenditore altoatesino – e siamo stati costretti a questo maxi investimento. Negli Stati Uniti c'è tutto».
Il gruppo Zuegg opera nella produzione di succhi di frutta e confetture per il consumatore finale (brand Zuegg e Skipper), nei semilavorati di frutta per l'industria del lattiero-caseario (da Danone a Parmalat fino a Barilla) e nella lavorazione della frutta fresca in sei stabilimenti: due in Italia, due in Germania, uno in Francia e in Russia. L'anno scorso la società ha realizzato 257 milioni di fatturato, in crescita dell'11% rispetto ai 232 dell'esercizio precedente, con un Ebitda di 12 milioni (9) e una posizione finanziaria netta di 45 milioni.
L'anno scorso la divisione per il Btc ha generato ricavi per 149 milioni, il 58% del fatturato globale, mentre la divisione industria ha prodotto 108 milioni, con un trend di crescita complessiva dell'11%. «La crescita – sostiene Zuegg – è stata del 6% a volume e del 9% a valore». E quest'anno? «Continua la crescita in Italia e in Russia – risponde Zuegg –, stabile la Germania, un mercato dove il consumatore ragiona soprattutto sul prezzo».
L'ultima sfida di Oswald Zuegg rimane il controllo della materia prima. «Sul medio-lungo periodo – conclude – chi potrà garantire forniture stabili e di qualità avrà un forte controllo sul mercato». Oggi la multinazionale ottiene il 45% del proprio fabbisogno di frutta da un rapporto diretto con l'agricoltore: gli garantisce il ritiro della materia prima a un prezzo prefissato ma stabilendo prodotti, standard di qualità e avviando sperimentazioni.
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