Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 23 settembre 2014 alle ore 17:50.
L'ultima modifica è del 23 settembre 2014 alle ore 22:48.

My24

Un'opera - anche se concepita per essere riprodotta in serie e venduta sul mercato - deve essere tutelata sotto il profilo della proprietà intellettuale di chi l'ha creata. Soprattutto perchè il design industriale non è scultura e ha caratteristiche autonome rispetto ad altre opere d'arte "tradizionali". Una conferma del suo valore artistico e creativo proviene proprio dal riconoscimento collettivo che viene fatto delle opere «desumibile dalla partecipazione a mostre, dalla notorietà acquistata e dalla valutazione degli esperti».

Il Tribunale di Roma - con l'ordinanza 16642/14 - ha accolto la richiesta di sequestro e di inibire la vendita di due esemplari di tavolo, copie esatte di due modelli appartenenti alla collezione "Goutte d'Eau" del noto artista belga Ado Chale, difeso dallo Studio Trevisan&Cuonzo. Nello specifico, il Tribunale ha delineato e chiarito i requisiti per la tutela di un'opera dell'industrial design sotto il profilo del diritto di autore.

L'articolo 2 lettera 10 del decreto legislativo 95/2001 che ha riformato la tutela del diritto d'autore , nell'elenco delle tutele, parla in maniera specifica, proprio di «opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico». Tuttavia, negli anni, misurare quel «di per sè» non è stato semplice. Parametri oggettivi e quantitativi non ne esistono.

A questo il tribunale ha dato un contributo di interpretazione, specificando che le opere del disegno industriale rappresentano una «nuova e autonoma categoria di opere protette dal diritto d'autore», la cui tutelabilità non è in alcun modo esclusa o messa in discussione dalla «serialità e riproducibilità dell'opera" né dalla sua destinazione al mercato dei beni di consumo». Il fatto insomma che le forme dei prodotti in questione (cioè due tavoli) abbiano una funzione, cioè l'essere utilizzati come tavoli, si vendano o siano destinate a essere riprodotte non rende il design industriale meno meritevole di tutela.

Anzi, una conferma di quel carattere artistico e creativo delle opere in questione proviene proprio – ha osservato il giudice – dal riconoscimento collettivo che viene fatto delle opere per la loro partecipazione a mostre, per la notorietà acquistata o la valutazione di esperti del settore. In pratica, se quella forma e quel design sono riconosciuti da esperti, "addetti ai lavori" o per la loro esposizione in mostre e musei come opere creative, questo vale ad attribuire loro quelle caratteristiche "artistiche" necessarie a stabilire se il prodotto di design industriale merita di essere tutelato. Questo vale anche per i modelli di tavolo di Ado Chale, che, dunque, per i giudici di Roma «costituiscono espressione della personalità e della creatività dell'autore e della sua intenzione di realizzare un'opera nuova e creativa».

«L'ordinanza del Tribunale di Roma - ha affermato l'avvocato Luca Trevisan, senior partner dello Studio Trevisan&Cuonzo - rappresenta un importante tassello-guida nella identificazione e comprensione dei criteri di tutela autoriale delle opere del disegno industriale. La decisione in questione si inserisce in quel filone giurisprudenziale che individua nei riconoscimenti di critica e istituzioni degli indizi utili ai fini della prova del valore artistico che un'opera possiede in sé e per sé, prescindendo dalla sua mera funzionalità».

Commenta la notizia

Ultimi di sezione

Shopping24

Dai nostri archivi