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Questo articolo è stato pubblicato il 24 settembre 2014 alle ore 21:17.

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La crisi si fa sentire anche in casa. Nel senso di edificio. Con il numero di insolvenze da parte degli inquilini che sfiora le 35mila unità. Un dato che è pari al 90% delle procedure di sfratto, di poco inferiori a 39mila in tutta Italia. I dati sono quelli pubblicati dalla Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno – Ufficio Centrale di Statistica del Ministero dell'Interno e si riferiscono ai primi sei mesi dello scorso anno. In pratica, è notevole la quota di inquilini che non riescono a pagare l'affitto.

E se da un lato questo elemento rappresenta una criticità sociale innegabile generate in massima parte dalla congiuntura economica negativa, dall'altra rappresenta una criticità altrettanto pesante per i proprietari delle abitazioni. Nel contesto economico attuale, infatti, per un proprietario che vuole dare in locazione il proprio immobile, trovarsi di fronte a tale eventualità è più che possibile e, ad oggi, la sua posizione non viene tutelata dalla legge italiana.

Una situazione che fa crescere, come conseguenza, la necessità da parte dei locatari di cautelarsi, un po' come accade nel mondo produttivo, con l'esigenza di conoscere preventivamente l'affidabilità e il merito di credito delle imprese. Così aumentano le richieste di conoscere il grado di solvibilità potenziale degli affittuari.

«In questo particolare momento dove la pressione fiscale aumenta, entrare in contatto con inquilini referenziati, permette ai privati di mettere a reddito i propri immobili, ammortizzandone il costo» spiegano da Inforent, società controllata al 50% da Infonet specializzata nei servizi di business information, che ha lanciato un servizio in grado di fornire report di affidabilità (basati su dati raccolti, tra l'altro, dalle camere di commercio e dal Catasto) a chi intende affittare immobili.

Di fronte alla morosità, spesso, per i proprietari l'unica soluzione per salvaguardare i propri interessi e riottenere la disponibilità dell'immobile, è rivolgersi a un legale per attivare una procedura di sfratto, che può costare alcune migliaia di euro. Senza contare le imposte dovute anche sui canoni non incassati, l'anticipo delle spese condominiali all'amministratore e i costi per il ripristino di eventuali danni all'immobile causati, per incuria, dal conduttore.

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