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Questo articolo è stato pubblicato il 26 settembre 2014 alle ore 14:53.
L'ultima modifica è del 26 settembre 2014 alle ore 18:28.

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Il sogno del Concorde, il leggendario aereo supersonico civile, ritorna e si reincarna non più in un velivolo di linea, ma in un business jet privato. Ed è la prima volta. Si chiama Aerion AS2 e vola alla velocità massima di 1.6 mach, 1.906 chilometri orari ovvero quasi due volte la velocità dei comuni jet commerciali subsonici (0.85 Mach poco più di 1.000 km/h). E questo vuol dire impiegare solo tre ore da Washington a Parigi o da Seattle a Londra (più o meno 4 nella rotta dall'Europa agli Usa). È più lento del vecchio Concorde che, lo ricordiamo, era un jet anglo francese in servizio con Air France e British Airways dal 1976 al 2003 e riusciva a volare a Mach 2.04 (circa 2.180 km/h), roba da caccia militare come per esempio il notissimo F-16.

L'AS2, al momento, è solo un progetto ma potrebbe vedere la luce nei prossimi tre anni grazie anche a un accordo di collaborazione tecnologica siglato tra l'americana Aerion (ha sede a Reno, nel Nevada) e il gigante dell'aereonautica europeo Airbus. Il patto ha lo scopo di accelerare i tempi di sviluppo e di messa in produzione.

Il prezzo di listino è fissato in 100 milioni di dollari ed è destinato a multimilionari, quelli che magari volano con i Gulfstream G650 e alle flotte aeree delle compagnie di chartering privato che effettuano viaggi superbusiness (un volo da Londra a New York costa tra i 50 e i 70 milia euro a persona). Ma ci sono anche le aziende multinazionali che spesso dispongono di aerei, in leasing o di proprietà destinati, a muovere i loro ultra top manager.

L' Aerion AS2 offre fino a dodici posti ed esibisce un'architettura non convenzionale. È un trireattore con motori posti in coda: due ai lati della fusoliera e uno incastonato, in stile Boeing 727, sotto il timone. La selezione del tipo dei motori non è stata ancora definita e finora per i test il costruttore americano ha utilizzato delle vecchia conoscenza dell'aviazione a reazione: i Pratt & Whitney JT8D, turbofan a basso rapporto di diluzione impiegati a partire dagli anni 60 su, guarda caso, il trireattore Boeing 727, sul mitico McDonnell Douglas DC-9.

Il nuovo business jet supersonico stupisce per la conformazione delle ali che, molto arretrate verso gli impennaggi di coda, non hanno la classica forma a delta (tipica di molti supersonici) ma una innovativa struttura battezzata Supersonic natural laminar flow (Snlf) che permette di abbinare vantaggi aerodinamici e basso consumo di carburante per ottenere un'autonomia di volo adatta alle rotte transoceaniche.

Singolare anche il layout della fusoliera il cui stile fonde elementi molto moderni che ricordano il Concorde con stilemi dal sapore retrò che in qualche misura assomigliano a quelli del Lockheed L-049 Constellation degli anni quaranta, forse uno degli aerei civili più belli mai costruiti e uno dei grandi protagonisti della rivoluzione dell'aria quando ancora si volava con i motori a pistoni. Poi venne l'era dei jet, il mondo accorciò le distanze di botto ma la velocità non continuò più a crescere e da mezzo secolo 0.85 mach è lo standard. Forse il sogno di viaggiare a velocità superiori a quella del suono non è ancora morto.

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